Fino agli Anni 70 del Novecento era frequente incontrare nel paesaggio agrario delle Langhe piemontesi, ma non solo, contadini intenti all’aratura dei campi con l’ausilio della trazione animale: possenti e pazienti buoi condividevano con l’uomo la fatica del lavoro dei campi.
Quelle scene sono rimaste solo nella memoria di chi, allora bambino, aveva potuto assistervi. Oggi non mancano i momenti di celebrazione di questa civiltà agricola, come nel caso del video che, grazie alla disponibilità del dr. Silvio Marengo, medico veterinario, e dei sig.ri Manzo viene qui riproposto. Si tratta di un video realizzato nel 2015 a Carrù, capitale del bue grasso piemontese. Tale documento visivo è particolarmente interessante perché testimonianza “viva” di un mondo oramai perduto, ma anche perché si tratta di una dimostrazione pratica della forgiatura dei ferri e della loro applicazione ad un bue da lavoro. Il protagonista, “Biund” è un bue di razza piemontese del tipo c.d. “nostrale” vale a dire non caratterizzato dall’ipertrofia muscolare che invece contraddistingue l’attuale razza bovina piemontese che, tra le migliori al mondo, oggi è specializzata nella produzione della carne.
Dal punto di vista morfologico “Biund”, così come indicava Domenico Vallada nel 1872, appartiene alla razza ordinaria di collina che era prevalentemente diffusa nelle zone collinari in contrapposizione a quella scelta di pianura che invece era preferita dagli agricoltori delle zone pianeggianti. In ogni caso sempre razza a “triplice attitudine”: lavoro, latte, carne.
Il video si chiude con alcune brevi interviste sull’allevamento del bue e sulle peculiarità che contraddistinguono oggi questa categoria di bovini.