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Un aggiornamento biografico

Dagli Stati Uniti il prof. Nicholas Holland ci ha inviato la biografia di Vincenzo Colucci. Zooiatra ed anatomo patologo, allievo dell’Ercolani, nella seconda metà dell’Ottocento insegnò nelle Università di Bologna, Parma e Pisa. https://storiamedicinaveterinariaemascalcia.files.wordpress.com/2023/01/colucci-vincenzo.pdf

Pubblicata la biografia del dott. Vincenzo Luatti. Zooiatra ottocentesco contribuì fattivamente allo sviluppo della Medicina veterinaria e della Zootecnia in Val di Chiana. Fu uno dei maggiori conoscitori ed esperti della razza Chianina. https://storiamedicinaveterinariaemascalcia.files.wordpress.com/2022/11/luatti-vincenzo.pdf

Un’altra scheda, quella del prof. Armando Gobetto, si aggiunge al repertorio delle biografie dei medici veterinari. Anatomico insigne, fu a lungo Preside della Facoltà di Medicina veterinaria di Pisa, prima, e Torino, poi. https://storiamedicinaveterinariaemascalcia.files.wordpress.com/2022/11/gobetto-armando.pdf.

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Premio Antonio Zanon

Nel 2011 il CISO-Veterinaria, da cui  A.I.S.Me.Ve.M. prende origine, ha istituito il premio Antonio Zanon quale riconoscimento dell’impegno a favore della Storia della Medicina Veterinaria.


Antonio Zanon (Udine 18 giugno 1696 – Venezia 4 dicembre 1770), a cui è intitolato il premio, fu tra i primi ad interessarsi alla Storia della Medicina Veterinaria. Suo il Saggio di Storia della Medicina Veterinaria (Venezia, 1770). Agronomo ed economista, fu tra i fondatori, nel 1762 ad Udine, della Società Georgica il cui obiettivo, al pari  di altre, era di studiare e risolvere i problemi dell’agricoltura pratica. Fu uno dei principali assertori dell’Illuminismo  europeo nell’ambiente culturale della Repubblica veneziana.

Frontespizio del saggio di Antonio Zanon

Il premio Antonio Zanon per il 2022 è stato assegnato alla dott.ssa Lia Brunori ed al dott. Luca Cianti. La cerimonia di consegna è avvenuta durante il 45° Congresso Internazionale della World Association for History of Veterinary Medicine (WAHVM) tenutosi presso la Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche tra il 31 agosto ed il 3 settembre.


Nel corso del II Convegno Nazionale dell’A.I.S.Me.Ve.M., che si è svolto a Roma il 24 ed il 25 settembre 2021 , il premio Antonio Zanon è stato assegnato al prof. Giovanni Sali e al prof. Giorgio Battelli.


Il 3 ottobre 2020, durante la cerimonia tenutasi a Ozzano dell’Emilia, presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, in occasione del trentennale del 1° Convegno di Storia della Veterinaria – tenutosi a Reggio Emilia il 18 e 19 ottobre 1990 – il riconoscimento era stato assegnato al prof. Marco Galloni, già presidente del CISO-Veterinaria.

Il Presidente dott. Mario P. Marchisio (a dx) mentre consegna il premio Antonio Zanon al prof. Marco R. Galloni

In precedenza, il 14 marzo 2019 presso il CEMEVIT a Grosseto, il premio è stato attribuito alla dr.ssa  Elisabetta Lasagna.

Negli anni precedenti il riconoscimento è stato assegnato ai professori Adriano Mantovani e Alba Veggetti, già premiati a livello internazionale nel 2004 con la Cheiron Medal, e ai dottori Carmelo (Memo) Maddaloni e Aldo Focacci.

I corsi per Sottufficiali maniscalchi della Scuola di Pinerolo

Nel recupero e digitalizzazione del materiale fotografico dell’archivio storico della Scuola veterinaria di Pinerolo, trasferito e conservato presso il Centro Militare di Grosseto, sono emerse anche le foto ricordo di corso di cui gli allievi che vi transitavano facevano dono alla Scuola.

Per gli allievi sottufficiali maniscalchi la Scuola è stato l’unico Ente a rilasciare un brevetto riconosciuto a livello nazionale per moltissimi anni. Si è pensato, come Associazione, di iniziare una pubblicazione periodica di queste foto: sarà l’occasione di riscoprire Maestri e Colleghi del passato, nonni, padri, amici… o sé stessi, ritratti con le mostrine con cui si è assolto il proprio dovere di leva e ci si è affacciati alla vita professionale.

Giovanni Graglia


La Scuola di mascalcia militare

Il 15 novembre 1879 viene istituito il corso militare di mascalcia presso la Scuola normale di Cavalleria a Pinerolo, Scuola che era stata collocata in quella sede fin dal 1849. Scopo della Scuola di Mascalcia è di “provvedere abili maniscalchi ai reggimenti delle armi a cavallo”. L’ordinamento militare prevedeva che la Scuola di mascalcia militare fosse diretta dal capitano veterinario, sotto la sorveglianza del colonnello comandante la Scuola di Cavalleria.

Il corso durava un anno ed era frequentato da soldati provenienti uno per ogni reggimento di cavalleria e due per ogni reggimento di artiglieria da campagna; gli aspiranti maniscalchi dovevano fare domanda, saper leggere e scrivere, avere almeno sei mesi di servizio e contrarre la ferma permanente. Costituiva titolo preferenziale l’avere già qualche pratica di mascalcia od anche di semplici lavori di fucina; inoltre in caso di sovrannumero di richieste sarebbero stati prescelti quelli che per “istruzione, intelligenza ed attitudine fisica offrano maggiori probabilità di buona riuscita”. Al termine del corso gli aspiranti maniscalchi dovevano superare un esame finale consistente in un “esperimento teorico pratico dinanzi ad apposita commissione”gli idonei rientravano al corpo in qualità di allievi maniscalchi in attesa di posti vacanti da maniscalco sia nel proprio reggimento sia in altro a designazione del ministero. I non Idonei proseguivano con “ulteriori tre mesi di corso dopo i quali dovevano sostenere nuovamente l’esperimento di idoneità. Ove non riconosciuti idonei ritornavano al corpo per coprire eventuali posti di allievi maniscalchi che si facessero vacanti, ma erano prosciolti dalla ferma permanente”. Alla Scuola di mascalcia erano destinati due abili maniscalchi che “funzioneranno da capo e sottocapo maniscalco”. Il primo, scelto dai ranghi dei corpi a cavallo, era incaricato dell’insegnamento pratico della ferratura; il secondo, tratto dai maniscalchi della Scuola a scelta del comandante della stessa, coadiuvava il capo maniscalco e lo sostituiva in caso di assenza. Gratificazione mensile: lire 30 e lire 15 rispettivamente per Capo e sottocapo.

Il primo corso, che si chiuse il 31 dicembre del 1880, fu frequentato da ventiquattro allievi, di cui venti provenienti dai reggimenti di cavalleria e 4 quattro da quelli di artiglieria.

Gli anni della Grande Guerra

I corsi per Maniscalchi presso la Scuola di Pinerolo a differenza dei corsi per AUC, proseguirono regolarmente, anzi, registrarono un deciso incremento, specialmente nell’anno 1917. Tra il 1914 ed il 1918 la Scuola di Pinerolo, rilasciò l’attestato di specializzazione a 305 allievi maniscalchi. Ogni reggimento di Cavalleria, Artiglieria campale, Artiglieria a cavallo e da montagna, truppe da montagna, Genio e Brigata dell’artiglieria costiera sarda doveva inviare un soldato, come apprendista, per frequentare il corso di mascalcia (Circ. 367 G.M. 1909). I corsi, diretti da un Ufficiale Veterinario, erano tenuti da un Maresciallo “Capo Maniscalco” coadiuvato da un Sergente “Capo Maniscalco in seconda”. I corsi, che prima del conflitto, duravano 11 mesi, nel periodo bellico vennero abbreviati a quattro mesi. Tuttavia, il numero di maniscalchi abilitati dalla scuola risultò insufficiente a coprire le richieste del periodo bellico: molti soldati, di provenienza contadina e con competenze specifiche, furono nominati sul campo “maniscalchi per la durata della guerra” senza alcun corso e esame finale.


Tra le due guerre mondiali

I corsi per maniscalchi, che si erano susseguiti con regolare continuità nel periodo bellico, subiscono una interruzione dal 1919 al 1927, verosimilmente per permettere il recupero delle eccedenze della smobilitazione. Riprendono nel 1928. La durata è di tre mesi, come durante il periodo bellico, ma dal 1937 viene portata a 6 mesi.
Fino alla vigilia della 2^ GM la Scuola rilascia l’attestato di “idoneità a maniscalco titolare” a 804 allievi.

E’ interessante notare che nel 1937, il R.D. 25-11-1937, n. 2653, che disciplina per la prima volta (e, purtroppo, anche l’ultima) l’esercizio dell’arte della mascalcia – definita arte ausiliaria della veterinaria – dispensa dall’obbligo di frequentare un apposito corso di formazione, peraltro mai regolamentato, seguito da un esame di idoneità per la licenza all’esercizio della professione, “i maniscalchi che abbiano conseguito o che conseguiranno regolare attestazione d’idoneità dall’autorità militare, in seguito a frequenza dei corsi di mascalcia presso la Scuola di Cavalleria di Pinerolo”.


1° dicembre Sant’Eligio

Oggi per ricordare Sant’ Eligio, santo protettore dei maniscalchi e dei medici veterinari, riproduciamo una cartolina francese, di fine ottocento, che ricorda il Santo ma in modo piuttosto inusuale. Sant’ Eligio è richiamato solo nel nome e non mostrato nella tradizionale iconografia. La cartolina raffigura un giovane fabbro carradore che regge un ferro di cavallo in una mano ed un bouquet floreale nell’altra. In un’epoca in cui le cartoline possedevano un linguaggio “nascosto”, era forse con questa immagine che si voleva trasmettere il messaggio beneaugurale di uno spasimante ad una giovane fanciulla?

Maggiori informazioni su Sant’Eligio sono disponibili ai link:

https://storiamedicinaveterinaria.com/2021/12/01/la-leggenda-di-sant_eligio

https://storiamedicinaveterinaria.com/2019/12/01/1-dicembre-santeligio/

Ricordando Alba Veggetti

Il 6 dicembre 2022, presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna, si è svolto un toccante evento per commemorare la Professoressa Alba Veggetti, colonna portante della nostra Associazione, scomparsa due anni fa. Dopo i saluti di benvenuto del Direttore del Dipartimento, Professor Giuliano Bettini, la Professoressa Annamaria Grandis, organizzatrice della giornata, ha magistralmente coordinato i vari interventi in ricordo della compianta Professoressa Alba Veggetti. 

Hanno preso la parola per raccontare la loro esperienza personale con la Professoressa il Dott. Giuseppe Cascio, presidente dell’ordine dei Medici Veterinari di Bologna, il Professor Pier Augusto Scapolo, allievo “storico” della Prof.ssa, prima a Bologna e poi a Teramo (ora in pensione), il Professor Bruno Cozzi (Docente di anatomia a Padova e Direttore del Dipartimento BCA), il Professor Emilio Carpené, docente di biochimica di Bologna (ora in pensione), il Dott. Andrea Massi (ultimo laureato con la Professoressa) il Professor Pier Giorgio Monetti (docente di zootecnia ora in pensione), il Professor Alessandro Spadari (docente di chirurgia di Bologna). A seguire la Dottoressa Rosiana Schiuma ha illustrato il progetto di catalogazione digitale dei preparati presenti presso le collezioni museali del Dipartimento. In passato, un simile progetto di digitalizzazione era stato, con lungimiranza, voluto dalla prof.ssa Veggetti per i numerosi e preziosi libri presenti presso la biblioteca di veterinaria G.B. Ercolani. 

La mattinata si è conclusa con l’intervento del Dottor Mario Piero Marchisio, Presidente A.I.S.Me.Ve.M., che ha illustrato la borsa di studio istituita dall’Associazione e intitolata alla Professoressa Veggetti. Il Dottor Marchisio ha concluso il suo intervento con la presentazione del volume degli atti del II Convegno Nazionale dell’Associazione che si è svolto a Roma nel 2021. 

La commemorazione della Professoressa Alba Veggetti è stata particolarmente sentita ed apprezzata dalle numerose persone intervenute, a testimonianza di quanto la Professoressa abbia fatto nel corso della sua brillante carriera accademica e del segno che ha saputo lasciare anche nella vita privata.


Il 6 dicembre prossimo, presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie a Ozzano dell’Emilia, sarà ricordata la prof.ssa Alba Veggetti. Nell’occasione saranno presentati gli Atti del II Convegno nazionale ed il premio, istituito da A.I.S.Me.Ve.M., in memoria della prof.ssa Alba Veggetti e destinato ad un/una giovane laureato/a che abbia discusso una tesi incentrata sulla Storia della Medicina veterinaria o della Mascalcia.

Eventi Web

Se segnalano due webinar tenuti da alcuni soci A.I.S.Me.Ve.M. Di seguito le locandine degli eventi. In particolare si evidenzia che per il webinar del 24 novembre la partecipazione è riservata ai medici veterinari iscritti all’Ordine di Roma. Iscrizione obbligatoria al link https://www.meeting-fnovi.it/iscrizione-meeting-omv-roma/

Nel caso del webinar promosso dall’Associazione Italiana Veterinari Igienisti (A.I.V.I.) l’evento potrà essere seguito in diretta via Facebook collegandosi alla pagina dell’A.I.V.I.

Pinerolo a fine 800 “Il Pelacani” e l’Eccarisagge

Il professor Milo Julini ci ha inviato l’immagine di un suo articolo, apparso nel gennaio 1991, riguardante un personaggio della Pinerolo ottocentesca. Questo articolo oltre che descrivere un’interessante spaccato della vita e dell’economia di allora, che oggi definiremo circolare anche se non ammessa dalle norme sanitarie attuali, ci ha riportato alla memoria la figura di un ufficiale veterinario che per molti anni aveva svolto la sua attività presso la Scuola di Cavalleria in Pinerolo. Maggiori informazioni sull’ufficiale veterinario Daniele Bertacchi, “il Principe dei veterinari”, sono disponibili in Ivo Zoccarato , Daniele Bertacchi: dalla morva alla rabbia (pag. 105) al link: https://storiamedicinaveterinariaemascalcia.files.wordpress.com/2019/11/5_convegno_grosseto.pdf

Per gentile concessione del prof. Milo Julini

I corsi per AUC Vet durante la II GM

Durante la Seconda Guerra mondiale, fino all’8 settembre 1943, i corsi AUC veterinari ed i corsi per Maniscalchi si svolgono regolarmente a Pinerolo.

Per gli AUC, tra il 1940 ed il 1943 si tengono quattro corsi: dal 15 marzo al 31 luglio del 1940 per 93 allievi, dal 15 marzo al 15 giugno 1941 per 115 allievi, dal 1° aprile al 30 giugno 1942 per 120 allievi e dal 1° maggio al 31 agosto 1943 per 85 allievi.

Degli allievi del corso del 1940, due sono stati decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria: il S. Ten. Lino Ferretti, caduto in combattimento al comando di un plotone di alpini del Btg. Alp. “Trento” il 1° dicembre 1941 a Pljevlje (Montenegro) ed il Ten. Villy Pasquali, caduto in combattimento il 10 novembre 1943 a Brijestovo (Montenegro) al comando di una compagnia di artiglieri alpini, inquadrati nella divisione “Garibaldi”, operante con l’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia dopo l’8 settembre del 1943. In precedenza, la Medaglia d’oro al Valor Militare era stata attribuita anche al Cap. Armando Maglioni caduto in A.O.I. nel 1936.

Una quarta Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria è stata conferita al Cap. Vet. cpl Paolo Braccini, professore nella Facoltà di Veterinaria di Torino e richiamato alle armi nel 1943. Dopo l’armistizio dell’8 settembre, con il nome di battaglia di Comandante Verdi, intraprese l’attività clandestina contro il nazifascismo, divenendo uno dei più importanti rappresentanti del neonato Comitato Militare del C.L.N. nella città di Torino e ricoprendo un ruolo attivo nell’organizzazione dei gruppi armati partigiani. Arrestato, fu fucilato al Martinetto il 5 aprile 1944. Nel loro insieme gli Ufficiali Veterinari, oltre alle quattro medaglie d’oro, hanno meritato anche quattordici medaglie d’argento e trentaquattro di bronzo al Valor Militare.

Tra le medaglie d’Argento al Valor Militare ci piace ricordare quella concessa al Cap. Vet. Antonio Corrias, già allievo del corso AUC 1937-38, ufficiale veterinario del rgt. Savoia Cavalleria in Russia che partecipò all’ultima carica della Cavalleria a Isbuscenskij. Dopo la guerra, sarà direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino.

Maggiori dettagli sui corsi tenuti a Pinerolo presso la Scuola del Corpo Veterinario sono consultabili (cfr. Graglia et al. pp. 45-64) al link

Il riconoscimento dei corsisti risulta molto difficile. Grazie alla didascalia di una immagine pubblicata nel Nuovo Progresso Veterinario nel 1982, in cui alcuni allievi sono ripresi durante una lezione di equitazione è stato possibile riconoscere Pier Arrigo Fenoglio. In primo piano da sinistra a destra Bertellotti e Fenoglio, in secondo piano a sinistra Blengino; in fondo a sinistra Fagiolo e ultimo a destra il sempre vigilante Capo Corso Faustini. Pier Arrigo Fenoglio, fu a lungo direttore del Nuovo Progresso veterinario, nonché veterinario condotto a Santena (Torino), mentre Agostino Bertellotti di Pescia (Pistoia), oltre all’esercizio della professione si dedicò anche all’Associazione Nazionale Ufficiali in Congedo (UNUCI) dal cui presidente ricevette un Attestato di benemerenza per la concreta e continua collaborazione alla vita funzionale dell’Ente. Remo Faustini divenne invece professore ordinario di Farmacologia presso la Facoltà di Medicina veterinaria di Milano. Pier Arrigo Fenoglio è riconoscibile anche nella foto della nomina a caporali (da sinistra a destra il primo accovacciato a sinistra). Alcune delle altre foto provengono dall’Archivio del Centro Militare Veterinario di Grosseto, mentre quelle che ritraggono alcuni corsisti in primo piano sono state fornite dal Gen. Medico Dario Merlo, a cui va il nostro ringraziamento ed il cui padre, Angelo, frequentò il corso AUC Vet nel 1941. Nelle foto è l’unico con occhiali.

Animali con le stellette e non

Gli animali sono stati da sempre compagni dell’uomo, sfortunatamente, anche durante le guerre. In tali frangenti hanno spesso pagato con la vita scelte dovute non certo a loro, ma sempre e solo all’uomo. Non mancano, tuttavia, anche molti altri episodi nei quali gli animali si sono distinti non solo “con le stellette”. Talvolta a questi animali l’uomo ha reso merito realizzando dei monumenti a ricordo, riconoscendo loro dei meriti militari o immortalandoli quali protagonisti di film di successo. Grazie alla collaborazione di alcuni soci e colleghi amici, Vitantonio Perrone, Giovanni Graglia e Pier Giuseppe Meneguz, riproponiamo alcuni articoli e segnalazioni (https://todayinhistory.blog/2017/07/31/july-31-1920-corporal-jackie/) che riferiscono delle gesta di animali “famosi” che nel corso della loro vita sono saliti agli onori della cronaca.