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La notte dei ricercatori

Data la situazione  per emergenza Covid 19 , quest’anno La Notte dei Ricercatori – Sharper organizzata dall’Università di Torino prevede solo eventi online. Tra i vari filmati presentati nella playlist di “Finestre sulla ricerca” segnaliamo due video realizzati dal Museo di Scienze Veterinarie. Il primo, prodotto in collaborazione con l’Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino (ASTUT), presenta  alcuni uomini della scienza del passato, significativi nell’ambito biomedico, mentre il secondo è dedicato ad alcune malattie dell’uomo e degli animali domestici.

Buniva e Perroncito: chi erano costoro? Uomini di scienza del passato, tra epidemie e parassitosi.   

Animale e uomo: malattie di ieri e di oggi

Un “Cavallo di ferri”

Le immagini che presentiamo oggi rappresentano un omaggio al fedele servitore dell’uomo: il cavallo. Se si condivide l’idea che “l’ Arte Povera” si caratterizza anche per l’uso di materiali poveri allora questo “Cavallo di ferri” ne è un concreto esempio. Per realizzarlo Luigi Martucci (Maestro Maniscalco), Davide Balistreri (Allievo Maniscalco) e Sebastiano Santaniello (Allievo Maniscalco) hanno messo insieme circa 350 ferri di cavallo e di mulo e utilizzato circa 30 raspe da zoccolo esauste. Parte dei ferri è stata prodotta nel corso degli anni dagli allievi maniscalchi civili e militari e, pertanto, non risultava applicabile ai quadrupedi. Altri ferri, invece, sono provenienti dalla sferratura dei cavalli di servizio. L’opera d’arte è stata prodotta sulla base del disegno realizzato della dottoressa Virginia Paolino, medico veterinario, che alla professione abbina un indubbio talento artistico. Dalla collaborazione è scaturito un destriero, coda al vento, a grandezza naturale.

4 Novembre

Il 4 novembre, oltre alla Giornata dell’Unità nazionale e della Festa delle Forze Armate, è anche la giornata dedicata alla commemorazione di tutti i Caduti in guerra. Ci piace in questa circostanza ricordare non solo i Medici veterinari, morti in guerra, ma tutti i Caduti del Servizio veterinario e con loro gli Animali.

Il medaglione raffigurato nell’immagine intende ricordare tutti i caduti del Servizio Veterinario nella sede che, dopo la chiusura della Scuola del Corpo Veterinario Militare a Pinerolo, è diventata la casa madre del Servizio. È rappresentato un Alpino, in omaggio alla M.O. al Valor Militare alla Memoria cui è dedicata la caserma, Ten. Vet. Villy Pasquali, ma senza distintivo di grado e di specialità per abbracciare i militari di ogni grado e reparto che hanno militato e militano nel Servizio Veterinario. Le tre figure di animali, cavallo, mulo e cane, sono il doveroso omaggio alle truppe silenziose che hanno servito e servono nelle Forze Armate e che hanno copiosamente versato il loro sangue al fianco dei loro conducenti.


Particolare del bronzo realizzato dall’artista Giampiero Linardi (1940-2016) per il Monumento ai Caduti presso il Centro Veterinario Militare di Grosseto e scoperto il 29 ottobre 2009 nel corso della cerimonia di avvicendamento del Comandante del Centro Col. Giovanni Graglia, cedente, e Col. Marco Reitano, subentrante.

I cavalli e la rivoluzione industriale

All’inizio del Novecento, il sobborgo londinese di Camden era uno dei più importanti punti di raccolta e distribuzione delle merci da e verso l’intero Impero britannico. La posizione strategica derivava dal fatto che il quartiere era situato in prossimità della stazione ferroviaria di King’s Cross e affacciato sul Regent’s Canal. In tutta l’area fiorivano le attività industriali, ferroviarie e commerciali ed erano i cavalli a muovere i carri con le merci immagazzinate nei molti depositi. Nel momento di massima espansione, erano presenti circa 800 cavalli. Nella zona conosciuta come Stables Yard, oltre ai cavalli, trovavano ospitalità anche una serie di attività di supporto: maniscalchi, sellai, carradori. Qui a partire dal 1883 sorgeva l’ospedale dei cavalli che, inizialmente, contava 92 posti e a cui se ne aggiunsero in un secondo momento altri 40 (https://historicengland.org.uk/listing/the-list/list-entry/1258100). Nel 1939 in tale ospedale transitarono per le cure circa 800 equini.

Vale la pena ricordare che fin dal 1791 a Camden era stato istituito il Royal Veterinary College di Londra. Nel 1938 venne inaugurata la nuova sede del Royal Veterinary College che ancora oggi è sito nello stesso quartiere. Con il tempo, inevitabilmente, Camden ha perso la sua importanza di punto strategico per la logistica delle merci ed i vari impianti e edifici sono stati riqualificati ad altri usi. In particolare, Stables Yard è uno dei più caratteristici luoghi londinesi: Camden Market. A ricordo delle attività di un tempo, intorno agli anni ‘90 del secolo scorso furono installati numerosi bassorilievi e statue in bronzo raffiguranti i cavalli e le varie attività ad essi ancillari. Nel 2014 buona parte delle statue è stata messa all’asta ed acquistata da un collezionista statunitense.

Il Dottore Gentile

Il Dottore Gentile è una scultura realizzata dall’artista di origine danese Christian Petersen (1885 – 1961). Fu il primo docente artista residente in un College degli Stati Uniti. Nel 1938 realizzò la statua e il murale, presentati in questa immagine e posti all’ingresso della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università dell’Iowa. Il murale raffigura l’attività del veterinario su tre diversi animali, bovino suino e cavallo, mentre la statua, collocata di fronte al murale, è un omaggio alla professionalità veterinaria colta nel suo versante sentimentale di affezione quasi francescana verso gli animali (Brunori e Cianti, 2020).

https://cdm16001.contentdm.oclc.org/digital/collection/p15031coll12/id/419/rec/8

Arte popolare

I richiami alla professione veterinaria ed alle attività ad essa ancillari non mancano nemmeno nell’arte popolare, come nel caso dei numerosissimi ex voto che adornano i molti santuari presenti in Italia. L’ immagine di questa settimana è un ex voto presente nel santuario della Madonna delle Grazie di Montenero (Livorno) che illustra un “incidente sul lavoro” occorso ad un palafreniere, termine oramai desueto se non tra gli addetti, mentre coadiuvava un maniscalco durante la ferratura.

Ex voto presente nel Santuario Madonna delle Grazie di Montenero (LI)

La tosa delle pecore

Indipendentemente dal soggetto ritratto, fino all’avvento della fotografia a colori la pittura ha rappresentato l’unica via attraverso la quale tramandare ai posteri i colori delle immagini. Molti sono gli artisti che si sono cimentati nel ritrarre gli animali dando origine anche ad una corrente detta degli animalier. Altre volte venivano ritratti uomini o donne intenti al governo degli animali o durante alcune pratiche dell’allevamento. Anche grandi artisti come Van Gogh non si sono sottratti a queste tematiche. In questo dipinto del 1889 è raffigurata una donna durante la tosa di una pecora.

Van Gogh, Vincent (1853-1890)
La tosatrice di pecore (da Millet)
Van Gogh Museum, Amsterdam, Nederland

La lezione del prof. Hayne

Questa tela raffigura la lezione di un celebre professore viennese, Anton Hayne (1786-1853), che dal 1822 al 1852 fu docente presso l’Istituto di Medicina veterinaria di Vienna e direttore della Clinica medica. E’ qui raffigurato mentre elenca contandoli sulle dita i sintomi dell’emaciato cavallo, mentre i suoi allievi ascoltano attenti. Furono proprio loro, che si diplomarono nel 1834, a commissionare questo dipinto che li raffigurasse tutti insieme come dono ricordo per il professore. La Scuola viennese fu la terza, dopo quella di Lione e di Alfort, ad essere fondata nel 1765 per volontà dell’Imperatrice Maria Teresa, da Ludovico Scotti anch’egli allievo del Bourgelat .

Johan Michael Neder, La lezione del Prof. Anton Hayne,
Veterinärmedizinische Universität, Vienna, 1834

Sant’Antonio patrono degli animali

Nella tradizione cattolica Sant’Antonio, festeggiato il 17 gennaio, è sempre stato considerato il patrono degli animali. Un tempo, nelle scuderie e nelle stalle non mancava mai l’immagine del Santo e molto spesso più che alla “fede nella ragione” si ricorreva, con l’intercessione dello stesso, alla fede nella Provvidenza affinché gli animali fossero mantenuti in buona salute. Questa litografia, a colori, rappresenta la scena della benedizione dei cavalli davanti alla chiesa di Sant’Antonio in Roma.

Bénédiction des Chevaux

La professione cambia

Nell’ultimo quarto di secolo si è assistito ad un vero e proprio “boom” del numero di cani (+ 950.000) e gatti (+ 600.000), ma non solo, che sono entrati stabilmente a far parte di molte famiglie italiane. Il cambiamento dell’atteggiamento, le cui ragioni sono molteplici, nei confronti degli animali da affezione ha permesso la crescita di un nuovo settore economico, nell’ambito del quale la professione veterinaria svolge un ruolo importante soprattutto come prestazione clinica tradizionale, ma anche in altri ambiti in precedenza poco praticati quali quelli della veterinaria pubblica, dell’alimentazione e della farmacologia. Seppur la clinica degli animali da affezione abbia sempre rivestito notevole importanza per il medico veterinario, la dimensione attuale di questo fenomeno ha pochi riscontri storici. Tra le motivazioni della detenzione di animali famigliari generalmente è sempre prevalso il fattore utilitaristico, pur essendo presente anche quello affettivo. Di fatto questo settore ha fatto registrare un incessante progresso e ha superato indenne  le crisi politiche ed economiche che si sono succedute ed hanno penalizzato altri comparti, incluso quello degli animali da reddito.

Norman Percevel Rockwell (1894-1978),
La visita del veterinario,
USA, Collezione privata, 1961