Corsi per Veterinari e Maniscalchi presso la Scuola di Pinerolo – titoli di coda …

A chiusura di questo impegnativo lavoro di recupero e digitalizzazione del materiale fotografico relativo ai Corsi AUC Vet e dei sottoufficiali maniscalchi e necessaria una considerazione ed alcuni ringraziamenti.

La considerazione nasce dalla constatazione che la Storia della Veterinaria e della Mascalcia militare è indissolubilmente legata alla Storia della Veterinaria e non solo nelle origini delle prime scuole. Se “l’internauta” avrà tempo e curiosità di scorrere le immagini si renderà conto che l’esperienza militare ha rappresentato per moltissimi veterinari, tra cui anche numerosi futuri docenti universitari, ricercatori di Istituti Zooprofilattici, dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale e liberi professionisti il primo banco di prova e di assunzione di responsabilità professionale in prima persona. Non si tratta di ricordare i bei tempi passati, spesso frutto di una cattiva memoria, ma di conoscere il passato della nostra storia per meglio affrontare il nuovo che avanza.

Per quanto ai ringraziamenti il primo va al Gen. Giovanni Graglia, nostro socio, che con passione, pazienza e perseveranza ha digitalizzato tutto il materiale fotografico e documentale. Per gli altri ringraziamenti si ripropone la foto ricordo dell’ultimo corso AUC svolto presso la Scuola di Pinerolo.

Gli Ufficiali ed i Sottufficiali della foto sono i superstiti del travagliato anno di chiusura, sopravvissuti alla prevedibile destabilizzazione e diaspora che consegue a cambiamenti di questa portata e che in quella situazione fu epocale . Erano giovani di età e di grado, ma animati da un entusiasmo ed una determinazione ineguagliabili. A loro va la nostra ammirazione e riconoscenza.

Hanno permesso all’Ente di assolvere con dignità i suoi compiti istituzionali fino all’ultimo giorno e di ricominciare nelle nuove sedi che furono: Torino, per il Neasmi, con il Cap. Marco Bernardoni e Grosseto, per gli AUC e la Mascalcia, con il Magg. Alessandro Sericola, il Mar. Prisco Martucci ed il Mar. Giuseppe Pamelia.

Per certi versi fu come perdere la casa

La Scuola di Mascalcia militare: i Maestri maniscalchi

Agli istruttori della Scuola va il merito di aver saputo sviluppare, conservare e diffondere il metodo di ferratura di scuola italiana. Ciò che oggi può apparire superato dall’evoluzione tecnologica, che l’industria mette a disposizione, in realtà non lo è. Alla base del metodo sta la capacità del maniscalco di discernere quale sia la ferratura più idonea per l’equide che gli viene presentato e quale sia la miglior tecnica per realizzarla. Tale capacità si acquisisce solo attraverso un percorso formativo che coniuga le conoscenze teoriche e la capacità di osservazione dell’animale alla manualità della realizzazione del ferro. Dal 1879, anno di fondazione della Scuola, gli Istruttori che si sono susseguiti, 8 in tutto in pratica uno ogni 17 anni circa e ciò non per inamovibilità d’ufficio, ma per la capacità di infondere ai più giovani le conoscenze accumulate con l’esperienza nel tempo, hanno saputo preservare questo saper fare. A loro va un doveroso plauso e riconoscimento.

Allo stesso modo non vanno dimenticati anche coloro i quali hanno saputo mantenere alta la tradizione del metodo di ferratura italiana nella quotidiana attività di servizio, divenendo a loro volta pietre miliari della scuola italiana di mascalcia e tra questi: Francesco La Torracca, in servizio presso un reggimento di Cavalleria a Santa Maria Capua Vetere. Il Cav. Giuseppe Molino, capo maniscalco istruttore presso la Scuola veterinaria di Napoli. Bernardino di Nanni, sottufficiale maniscalco della squadra dei cavalieri da concorso ippico della Scuola di Cavalleria di Pinerolo. Salvatore Germano, sottufficiale maniscalco presso la Scuola militare di equitazione di Monte Libretti e del reggimento Carabinieri a cavallo e partecipò a ben 8 Olimpiadi come maniscalco della squadra italiana (Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960, Tokyo 1964, Città del Messico 1968, Monaco di Baviera 1972 e infine Montréal 1976). Adico Tredici, Primo e Davide Casavecchia maniscalchi a Tor di Valle. Camillo Iannelli maniscalco ad Agnano. Angelo Lipreri, maniscalco della scuderia di Graziano Mancinelli.

Corsi per Ufficiali Veterinari e Maniscalchi – i corsi continuano a Grosseto…

La carrellata fotografica sui corsi per Ufficiali Veterinari di Complemento di Pinerolo si conclude con un breve sconfinamento su Grosseto, dove il 1° settembre 1996, sulle “ceneri” della Scuola di Pinerolo e del Centro Allevamento e Rifornimento Quadrupedi di Grosseto. si costituisce il Centro Militare Veterinario (CEMIVET) che tra le varie competenze accorpa anche quelle di formazione per gli Ufficiali Veterinari di complemento e per i sottufficiali maniscalchi.

I corsi AUC veterinari si svolgono in Maremma per due anni esatti: il primo inizia già l’8 ottobre 1996. L’ultimo si conclude il 28 luglio 1998. Riprenderanno a settembre 1998 a Roma Cecchignola nella neocostituita Scuola di Sanità e Veterinaria Militare.

Anche i corsi per Maniscalchi Civili riprendono senza soluzione di continuità grazie principalmente alla capacità organizzativa e tecnica dell’Istruttore, Maresciallo Prisco Martucci.

Saranno 21 corsi, dal 16 settembre 1996 al luglio 2017, momento in cui i corsi per sottoufficiali maniscalchi cessano definitivamente.

Corsi per Maniscalchi presso la Scuola di Pinerolo – maniscalchi civili.

Verso l’inizio degli anni ottanta la Scuola, che aveva mantenuto intatto il suo patrimonio didattico, umano e strutturale, nel settore della mascalcia – durante tutta una generazione che aveva rimosso il cavallo e le attività ad esso connesse – ha intuito l’esigenza di formare le nuove leve di maniscalchi anche per il Paese, essendo venuta a mancare l’unica forma di trasmissione di questa professione artigiana, fondamentale per il mondo ippico: l’apprendistato nella bottega del maniscalco anziano.

Per tale ragione ha aperto i suoi corsi agli allievi civili.

Anche questo corso, similmente a quello previsto per i Sottufficiali Maniscalchi, ha la durata di un anno e periodicità annuale.

Gli aspiranti, segnalati dagli Enti Ippici Nazionali – principalmente l’UNIRE – si sottopongono ad una prova di ammissione da cui escono i dieci allievi che seguiranno il corso di specializzazione.

Sono ammessi a fruire – a pagamento – di vitto ed alloggio in caserma: le spese sono normalmente rifuse dagli Enti sponsor.

Dal 1980 al 31 agosto 1996, data di chiusura dell’Ente, si susseguono 12 corsi, con 92 specializzati.

Scuola di Pinerolo, i Corsi per Ufficiali Veterinari – Anni 90

All’inizio di questo decennio la numerazione dei Corsi raggiunge le tre cifre, il 100° si svolgerà tra il 3 maggio ed il 22 luglio 1991, tuttavia l’Esercito sta avviando una profonda riorganizzazione e per la gloriosa Scuola di Pinerolo, di lì a qualche anno, non mancheranno le “brutte sorprese”. In questo periodo si fanno più frequenti i Corsi Applicativi per ufficiali in spe.

Al 97° Corso (1990) partecipò Luca Sardi, futuro docente di Zootecnica Speciale a Bologna

Al 32° Corso Applicativo (1991) partecipò Luca Virgilio che sarà Comandante CEMIVET.

Al 101° Corso (1991) Gualtiero Gandini e Antonio D’Angelo furono compagni di Corso, entrambi saranno professore ordinario di Clinica Medica veterinaria, il primo a Bologna ed il secondo a Torino.

Con il 115° Corso si chiude la storia della Scuola del Corpo Veterinario Militare a Pinerolo.

A ricordo di una più che centenaria vicinanza tra la Scuola e la Città rimane la Targa consegnata dal Sindaco della Città di Pinerolo, Livio Trombotto, in occasione della cerimonia di saluto della Bandiera di Guerra e di chiusura della SVET il 31 agosto 1996 all’ultimo Comandante della Scuola, allora, Ten. Colonnello Giovanni Graglia. Da quel momento le attività della Scuola subiranno una separazione ed i Corsi per AUC Veterinari e la Scuola di Mascalcia saranno trasferiti a Grosseto.

Scuola di Pinerolo, i Corsi per Ufficiali veterinari – Anni 80

Prosegue la digitalizzazione delle immagini relative ai corsi per AUC Veterinari. In questo post quelle relative al decennio 1980-1989, i tempi cambiano e le foto diventano a colori.

Al 67° Corso (1980) parteciparono, tra gli altri, Gilberto Venco (capo Corso) e Walter Pinna che sarà professore ordinario di Alimentazione e Nutrizione Animale a Sassari, ambedue soci A.I.S.Me.Ve.M. , Sandro Cavirani che sarà ordinario di Malattie infettive a Parma, Alberto Mantovani che sarà ricercatore e dirigente all’Istituto Superiore di Sanità. Vi partecipò anche Raimondo Gissara che, per un incidente durante le lezioni di equitazione, non poté completare il Corso, sarà presidente dell’Ordine Provinciale di Siracusa e consigliere nazionale FNOVI.

Il 68° Corso (1980) fu frequentato da Gaetano Penocchio, futuro presidente della FNOVI.

Al 69° (1981) partecipò Stefano Belluzzi che sarà Ordinario di Clinica Ostetrica all’Università di Bologna.

Il 70° (1981) vide la partecipazione di Roberto Rasero e Carlo Renieri, entrambi docenti di Genetica animale, il primo a Torino ed il secondo a Perugia e poi ordinario nell’Università di Camerino dove sarà anche direttore di Dipartimento. Tra gli allievi anche Santo Caracappa che sarà direttore sanitario dell’Istituto Zooprofilattico della Sicilia e professore ordinario di Malattie infettive e Polizia veterinaria nell’Università di Messina.

Il 71° Corso (1981) tra i frequentatori ebbe Carlo Nebbia che sarà Ordinario di Tossicologia Veterinaria a Torino e Bruno Ronchi che sarà ordinario di Zootecnica nella Facoltà di Agraria di Viterbo e presidente dell’Associazione per la Scienza e le Produzione Animali.

Al 72° Corso (1982) parteciparono: Adalberto Merighi, che sarà ordinario di Anatomia veterinaria a Torino; Stefano Grandini che sarà Vicepresidente dell’Ordine di Bologna e Oscar Gandola, delegato Enpav dell’Ordine di Como e sindaco di Cerano d’Intelvi, comune che alcuni anni fa ha dedicato un monumento ad Iroso, ultimo mulo con le stellette.

Al 73° Corso (1982) partecipò Attilio Corradi che sarà professore di Anatomia patologica, Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria e poi direttore di Dipartimento a Parma.

Il 74° Corso (1982) fu frequentato da Alberigo Nardi che sarà Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Grosseto.

Il 26 febbraio 1983 si tenne il giuramento del 75° Corso AUC Vet e del 15° Corso NEASMI. In quell’occasione si svolse il raduno degli ex allievi ufficiali veterinari.

Il 76° (1983) vide la partecipazione di Massimo Castagnaro, ordinario di Anatomia patologica veterinaria, poi Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova e coordinatore della Conferenza dei Presidi delle facoltà di Medicina veterinaria italiane.

Il 77° Corso (1983) fu frequentato da Enrico Loretti che sarà Dirigente Veterinario dell’ASL di Firenze, Presidente dell’Ordine Provinciale di Firenze e Prato, membro della Segreteria Nazionale SIVeMP, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’IZS di Lazio e Toscana.

Il 79° Corso (1984) ebbe tra i partecipanti Antonio Ciccilloni, che fu in servizio nella brigata Alpina “Orobica” gruppo artiglieria da montagna “Bergamo” e che di recente ha dato alle stampe un interessante volume sulla storia del 6° Regio deposito allevamento cavalli di Foresta Burgos.

All’81° Corso (1985) partecipò Guido Castellano che sarà Capo Servizio Veterinario dell’Arma dei Carabinieri.

L’82° Corso (1985) vide la partecipazione di Domenico Bergero, ordinario di Nutrizione e alimentazione animale, sarà Direttore del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, socio A.I.S.Me.Ve.M. Allo stesso Corso partecipò anche Massimo Trabalza Marinucci, anch’egli docente di Nutrizione e alimentazione animale all’Università di Perugia.

All’87° Corso (1987) partecipò Arcangelo Gentile che sarà ordinario di Clinica Medica veterinaria all’Università di Bologna.

All’88° Corso (1987) prese parte Carlo Guglielmini che sarà ordinario di Clinica medica veterinaria all’università di Padova. Allo stesso corso partecipò anche Stefano Bruzzi, socio A.I.S.Me.Ve.M.

Al 92° Corso (1988) partecipò Alessandro Spadari che sarà ordinario di Clinica chirurgica all’Università di Bologna, socio A.I.S.Me.Ve.M.

Al 93° Corso (1989) parteciparono Simone Siena che sarà Comandante CEMIVET e Capo Reparto Veterinario del Comando di Sanità e Veterinaria; Beniamino Cengi Goga che sarà docente di Ispezione degli Alimenti nell’Università di Perugia e Alessandro Zumbo che sarà docente di Zootecnica Speciale all’Università di Messina; Alberto Guasco che agli interessi professionali ha affiancato anche quelli per la storia del monte Chaberton a cui ha dedicato varie mostre e libri.

Scuola di Pinerolo, i Corsi per Ufficiali Veterinari – Anni 70

Nell’anno accademico 1968_69, presso la Scuola di Pinerolo, prende l’avvio il corso di laurea in medicina veterinaria per gli ammessi alla neocostituita Accademia di Sanità Militare Interforze. In attesa di una sede unitaria, che non sarà mai realizzata, gli allievi sono ripartiti tra le Scuole di Forza Armata: per l’Esercito, gli allievi di Medicina e Chirurgia e di Farmacia alla Scuola di Sanità Militare di Firenze, gli allievi di Medicina Veterinaria alla Scuola del Corpo Veterinario Militare di Pinerolo. Il corso di laurea viene frequentato presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino. Con gli anni questo corso è destinato a diventare la principale fonte di provenienza degli ufficiali del servizio permanente per il Corpo veterinario. In concomitanza con l’avvio del NEASMI, la Scuola lascia la storica sede nella caserma “Dardano Fenulli” per traferirsi nella nuovissima caserma “M.O.V.M. Ten. vet. Villy Pasquali” in via Stefano Fer. (per approfondire cfr. V. Fedele https://storiamedicinaveterinaria.com/2019-1-convegno-a-i-s-me-ve-m/ alle pagine 11-20).

Alla Scuola tornano, periodicamente per aggiornamento, anche gli Ufficiali veterinari del servizio permanente. Oltre i Tenenti di nuova nomina, tenuti ad un corso Applicativo di 6 mesi al termine del quale, se idonei, viene determinata l’anzianità relativa in funzione della posizione nella graduatoria di fine corso, tornano a Pinerolo anche i Capitani prossimi all’avanzamento al grado di Maggiore per un corso di aggiornamento alle funzioni di Ufficiale Superiore.

Per quanto riguarda i corsi AUC, dal 1978 la durata dei corsi AUC veterinari viene ulteriormente abbreviata a 10 settimane: la periodicità diventa di tre corsi all’anno, il numero massimo di allievi rimane fissato a 60 (20 per corso), con possibilità di elevarlo fino a 66 in caso di carenze nell’organico in servizio permanente, fatto che si verifica verso la fine degli anni Ottanta, quando gli Ufficiali di nuova nomina in uscita dal NEASMI portano ad un rapido completamento degli organici.

Il servizio di prima nomina gode di un paio di settimane di servizio in più che consentono un accavallamento, presso le Unità, dell’Ufficiale congedante con quello nuovo assegnato per una auspicata continuità di servizio.

Tuttavia, i 15 mesi di servizio tra corso e servizio di prima nomina contro i 12 e poi 10 mesi del servizio di leva, non rendono più particolarmente appetibile il corso AUC. Molti neolaureati in Veterinaria preferiscono optare per l’immediata e più breve chiamata di leva come militari semplici. Di conseguenza raramente vengono coperti tutti i posti disponibili.

Al 44° Corso (1970) parteciparono Arnaldo Triani che sarà Capo Dipartimento di Veterinaria del COMLOG Esercito, Ivo Pancani futuro professore ordinario di Clinica Chirurgica Veterinaria a Torino, Giuliano Zaghini futuro professore ordinario di Zootecnica Speciale a Bologna e Paolo Rasori che sarà presidente dell’Ordine di Mantova.

Il 45° Corso (1970) fu frequentato da Tullio di Lella che sarà ordinario di Nutrizione e Alimentazione animale nell’Università di Napoli, da Emilio Carpené che sarà ordinario di Biochimica, e Antonio Venturini, ordinario di Clinica chirurgica, entrambi nella Facoltà bolognese.

Al 46° (1971) parteciparono Maurizio Del Bue che sarà ordinario di Clinica chirurgica veterinaria a Parma, allo stesso corso prese parte anche Roberto Chizzolini, che nella stessa Facoltà, sarà docente di Ispezione degli Alimenti di origine animale.

Il 47° Corso (1971) vide tra i partecipanti: Claudio Peruccio che sarà pioniere della Oftalmologia Veterinaria e Pier Paolo Mussa ordinario di Zootecnia speciale, entrambi a Torino. Luigi Zicarelli raggiunse la cattedra di Zootecnica speciale a Napoli, Cristiano Boiti sarà professore ordinario di Fisiologia veterinaria a Perugia.

48° Corso (1972): Franco Brindani, socio A.I.S.Me.Ve.M., sarà Ordinario di Ispezione degli Alimenti di O.A. a Parma; tra gli aspiranti ufficiali anche Oreste Massimino, uno dei padri dell’avicoltura industriale in Piemonte e Francesco Mascarello futuro professore Ordinario di Anatomia veterinaria a Padova.

Il 49° Corso (1972) vide tra i frequentatori Federico Valenza che sarà Ordinario di Anatomia Patologica Veterinaria a Torino, Rino Panu di Anatomia veterinaria a Parma e Mario Orlandi di Zootecnica Speciale a Pisa.

Tra gli allievi del 50° Corso (1973) si riconoscono: Adriano Sala che sarà il primo Comandante del CEMIVET di Grosseto dal 1996 al 1999; Giuseppe Aimetta che fu Comandante dei Corsi NEASMI presso la Scuola di applicazione di Torino; Carlo Girardi futuro Preside della Facoltà di Medicina veterinaria di Torino; Giorgio Battelli, socio A.I.S.Me.Ve.M., ordinario di Parassitologia e malattie parassitarie e Direttore della scuola di specializzazione in Sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche dell’Università di Bologna. Gilberto Bestetti docente di Patologia generale a Torino, poi trasferitosi in Svizzera dove proseguì la carriera universitaria come docente di Anatomia patologica; Roberto Rosmini che sarà ordinario di Ispezione degli alimenti di origine animale a Bologna; Daniele Bernardini che sarà ordinario di Clinica medica veterinaria a Padova e quindi direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

I partecipanti al 3° Corso NEASMI (1970-1974) furono quattro: Giuseppe Vilardo sarà Comandante CEMIVET e Capo Dipartimento Veterinario del COMLOG, Stefano Barlozzari sarà Capo Servizio Veterinario della Regione Lazio, Gian Franco Pinzone sarà Veterinario Dirigente USL Ventimiglia e Vincenzo Fedele sarà Capo Servizio Veterinario ASL Pinerolo.

Tra i partecipanti al 52° Corso (1974) vi furono: Giovanni Graglia, socio A.I.S.Me.Ve.M., che sarà Comandante, l’ultimo, della Scuola Veterinaria di Pinerolo e successivamente Comandante del CEMIVET a Grosseto; A. Venturi, Marco Bizzeti e Guido Ferruzzi. I primi due saranno docenti alla Facoltà Medicina Veterinaria ed il terzo alla Facoltà di Agraria di Pisa; Ezio Botarelli ordinario di Malattie infettive a Parma; Carlo Facello docente di Fisiologia veterinaria a Torino.

Al 54° Corso (1975) Parteciparono: Carlo Tamanini, ordinario di Fisiologia veterinaria, che sarà Preside della Facoltà di Parma e quindi a Bologna dove sarà direttore di Dipartimento; Stefano Cinotti ordinario di Clinica medica veterinaria a Bologna e preside della Facoltà e a lungo direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia-Romagna; Mario Gobetto che sarà presidente dell’Ordine provinciale di Torino e Mario Sapino che sarà dirigente dell’Ufficio Veterinario adempimenti comunitari di Torino.

Al 55° Corso (1975) prese parte Doriano Minori che sarà Comandante del CEMIVET.

Il 58° Corso (1977) vide la partecipazione di Milo Julini che sarà docente nel settore dell’Ispezione degli Alimenti di Origine Animale a Torino.

Al 63° Corso (1979) partecipò Paolo Ajmerito, prematuramente scomparso, che sarebbe diventato direttore del macello di Carmagnola, in provincia di Torino.

Al 64° Corso (1979) prese parte Roberto Giomini che sarà presidente dell’Ordine provinciale di Grosseto.

Scuola di Pinerolo, i Corsi per Ufficiali Veterinari – Anni 60

Gli anni Sessanta sono caratterizzati da corsi con pochi allievi, specchio dell’analoga carenza di laureati in uscita dalle Facoltà di Medicina Veterinaria.

La tendenza si invertirà solo negli anni Settanta con l’apertura delle iscrizioni alle Facoltà scientifiche anche ai diplomati degli istituti tecnici.

Nel 1964 la durata del corso AUC veterinari è ridotta a tre mesi.

Tra gli allievi del 24° Corso vi fu Franco Pezza che sarà Direttore dell’Istituto di Medicina Legale e Legislazione Veterinaria dell’Università di Milano, Presidente della Società Italiana di Sanità Pubblica Veterinaria dal 2001 al 2006 e Direttore della Scuola di Specializzazione in Diritto e Legislazione Veterinaria.

Al 28 ° Corso (1962) partecipò Mario Valpreda. Figura di primo piano nella Sanità piemontese sarà, dopo un periodo di dirigenza all’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Capo Servizio Veterinario della Regione Piemonte e Assessore alla Sanità della Giunta regionale piemontese. In gioventù era stato tre volte campione nazionale e sei campione piemontese di atletica leggera nel mezzofondo.

Tra gli allievi del 30° Corso, Giuseppe Caputo che sarà Comandante della Scuola dal 1989 al 1995 e ultimo Capo del Corpo Veterinario dal 1996 al 1998.

Ezio Lodetti, frequentò il 31° Corso (1963). Già direttore dell’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia-Romagna è stato a lungo direttore scientifico della Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche di Brescia. Socio onorario A.I.S.Me.Ve.M.

Tra gli allievi del 1964 (32° Corso) vi furono Sergio Bergomi che sarà Veterinario Provinciale e poi Capo Servizio Veterinario di Reggio Emilia e Marzio Panichi che sarà docente di Medicina Legale veterinaria nella Facoltà di Torino. Entrambi soci attivi dell’A.I.S.Me.Ve.M.

Saverio Peirone, che sarà ordinario di Anatomia degli animali domestici alla Facoltà di Torino, fu allievo del 37° Corso nel 1966.

Tra gli allievi del 38° Corso (1967) Giuseppe Zannetti, futuro ordinario di Clinica Medica Veterinaria alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Parma.

Al 39° Corso (1967) partecipò Sandro Govoni che sarà direttore incaricato dell’Istituto di Patologia Aviare della Facoltà di Bologna.

Giorgio Poli e Danilo Codazza furono compagni di Corso, il 40°, nel 1969. Il primo salirà alla cattedra di Microbiologia e Immunologia veterinaria e sarà Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano, mentre il secondo sarà Direttore della Scuola di Specializzazione in Diritto e Legislazione Veterinaria, nella stessa facoltà.

Tra gli allievi del 41° Corso vi fu Ario Gnudi, sarà Veterinario Provinciale di Bologna.

Tra gli allievi del 42° Corso (1969) anche Remo Castagneri. In servizio di prima nomina a Pinerolo sarà il portabandiera nella cerimonia con cui la Bandiera fu concessa al Servizio Veterinario Militare. Affermato professionista, fu direttore del Dipartimento di prevenzione dell’allora ASL 5 del Piemonte. Sarà eletto sindaco di Avigliana (TO) tra il 1997 ed il 2003.  

Giovanni Vincenzi, che sarà Dirigente del Dipartimento servizi veterinari della Regione Veneto, frequentò il 43° Corso nel 1969.

Corsi per Veterinari e Maniscalchi presso la Scuola di Pinerolo – corsi per Sottufficiali Maniscalchi nel secondo dopoguerra

I corsi di specializzazione per maniscalchi riprendono il 26 ottobre del 1957 (1° VAS).
Si tratta di corsi di specializzazione per volontari, della durata di 5 mesi e mezzo, che si ripetono fino all’11 giugno 1966: 10 corsi che licenziano, idonei, 28 maniscalchi.

La formazione di Allievi Sottufficiali maniscalchi strutturata su corso di specializzazione seguito dal corso di perfezionamento prosegue fino al 1977
I corsi svolti sono 21 e 106 sono i maniscalchi risultati idonei al termine degli 11 mesi di addestramento.

Nel 1978 le due fasi vengono fuse in una sola: la durata del corso di specializzazione per Sottufficiali maniscalchi diventa di 10 mesi continuativi. Si svolgeranno, con questo nuovo iter, quattro corsi per complessivi 17 allievi.

Istruttore capo fino al 1973 fu il maresciallo maggiore Paolo Muratori a cui, per raggiunti limiti d’età, subentrò Vincenzo Blasio che rimase in servizio fino al momento del trasferimento, nel 1996, della Scuola a Grosseto. L’onere di preservare e tramandare il metodo di ferratura della Scuola italiana, nato a Pinerolo nel 1879, passò quindi a Prisco Martucci che sarà l’istruttore di Mascalcia della Scuola una volta trasferita a Grosseto, nell’ambito del Centro Militare Veterinario. Il primo Luogotenente Prisco Martucci cesserà dall’incarico, per raggiunti limiti d’età, nel 2018.

“Dopo la mietitura”

L’immagine proposta la scorsa settimana mette in evidenza, nel contesto della prima meccanizzazione agricola, la relazione tra la mietitura del grano e il cavallo. Il ruolo degli animali non si esauriva però nel momento del taglio del frumento. La fase successiva richiedeva che i covoni fossero raccolti, caricati e portati a casa. Una volta a casa bisognava procedere alla separazione dei chicchi, la trebbiatura vera e propria, dalla spiga e quindi, alla macinatura.

In una ideale continuazione con il tema di domenica scorsa vengono proposti due dipinti: il primo mostra la raccolta e il trasporto dei covoni di grano, mentre il secondo descrive il momento della trebbiatura e della macinatura svolto con l’ausilio dei buoi, che trainano un grosso rullo di pietra. Ancora ben lontani da qualsiasi norma igienico sanitaria! Si noti tuttavia come gli animali abbiano gli occhi coperti con un telo, tutto questo per cercare di proteggerli dal fastidioso “assalto” delle mosche intorno agli occhi.

Peder Mork Monsted, Farmers harvesting at Blåbæk near Køge (1918), https://commons.wikimedia.org/
Edouard Debat-Ponsan, Le dépiquage au rouleau de pierre (1895), https://fr.wikipedia.org/