Veterinaria nell’arte

Nel tempo non mancano gli artisti che hanno riprodotto scene della professione veterinaria e della mascalcia. Prosegue il tour virtuale con l’appuntamento domenicale, ed ogni settimana verrà proposta una nuova immagine.


Le immagini che presentiamo oggi rappresentano un omaggio al fedele servitore dell’uomo: il cavallo. Se si condivide l’idea che “l’Arte Povera” si caratterizza anche per l’uso di materiali poveri allora questo “Cavallo di ferri” ne è un concreto esempio. Per realizzarlo Luigi Martucci (Maestro Maniscalco), Davide Balistreri (Allievo Maniscalco) e Sebastiano Santaniello (Allievo Maniscalco) hanno messo insieme circa 350 ferri di cavallo e di mulo e utilizzato circa 30 raspe da zoccolo esauste. Parte dei ferri è stata prodotta nel corso degli anni dagli allievi maniscalchi civili e militari e, pertanto, non risultava applicabile ai quadrupedi. Altri ferri, invece, sono provenienti dalla sferratura dei cavalli di servizio. L’opera d’arte è stata prodotta sulla base del disegno realizzato della dottoressa Virginia Paolino, medico veterinario, che alla professione abbina un indubbio talento artistico. Dalla collaborazione è scaturito un destriero, coda al vento, a grandezza naturale.


Il 4 novembre, oltre alla Giornata dell’Unità nazionale e della Festa delle Forze Armate, è anche la giornata dedicata alla commemorazione di tutti i Caduti in guerra. Ci piace in questa circostanza ricordare non solo i Medici veterinari, morti in guerra, ma tutti i Caduti del Servizio veterinario e con loro gli Animali.

Il medaglione raffigurato nell’immagine intende ricordare tutti i caduti del Servizio Veterinario nella sede che, dopo la chiusura della Scuola del Corpo Veterinario Militare a Pinerolo, è diventata la casa madre del Servizio. È rappresentato un Alpino, in omaggio alla M.O. al Valor Militare alla Memoria cui è dedicata la caserma, Ten. Vet. Villy Pasquali, ma senza distintivo di grado e di specialità per abbracciare i militari di ogni grado e reparto che hanno militato e militano nel Servizio Veterinario. Le tre figure di animali, cavallo, mulo e cane, sono il doveroso omaggio alle truppe silenziose che hanno servito e servono nelle Forze Armate e che hanno copiosamente versato il loro sangue al fianco dei loro conducenti.

Particolare del bronzo realizzato dall’artista Giampiero Linardi (1940-2016) per il Monumento ai Caduti presso il Centro Veterinario Militare di Grosseto e scoperto il 29 ottobre 2009 nel corso della cerimonia di avvicendamento del Comandante del Centro Col. Giovanni Graglia, cedente, e Col. Marco Reitano, subentrante.

All’inizio del Novecento, il sobborgo londinese di Camden era uno dei più importanti punti di raccolta e distribuzione delle merci da e verso l’intero Impero britannico. La posizione strategica derivava dal fatto che il quartiere era situato in prossimità della stazione ferroviaria di King’s Cross e affacciato sul Regent’s Canal. In tutta l’area fiorivano le attività industriali, ferroviarie e commerciali ed erano i cavalli a muovere i carri con le merci immagazzinate nei molti depositi di Camden. Nel momento di massima espansione, ne erano presenti circa 800 esemplari. Nella zona conosciuta come Stables Yard, oltre ai cavalli, trovavano ospitalità anche una serie di attività di supporto: maniscalchi, sellai, carradori. Qui a partire dal 1883 sorgeva anche l’ospedale dei cavalli che, inizialmente, contava 92 posti e a cui se ne aggiunsero in un secondo momento altri 40 (https://historicengland.org.uk/listing/the-list/list-entry/1258100). Nel 1939 in tale ospedale transitarono per le cure circa 800 equini.

Vale la pena ricordare che fin dal 1791 a Camden era stato istituito il Royal Veterinary College di Londra. Nel 1938, invece, venne inaugurata la nuova sede del Royal Veterinary College che ancora oggi ha sede nello stesso quartiere. Con il tempo, inevitabilmente, Camden ha perso la sua importanza di punto strategico per la logistica delle merci ed i vari impianti e edifici sono stati riqualificati ad altri usi. In particolare, Stables Yard è uno dei più caratteristici luoghi londinesi: Camden Market. A ricordo delle attività di un tempo, intorno agli anni ‘90 del secolo scorso furono installati numerosi bassorilievi e statue in bronzo raffiguranti i cavalli e le varie attività ad essi ancillari. Nel 2014 buona parte delle statue è stata messa all’asta ed acquistata da un collezionista statunitense.

foto M.P.M. e A.Z.


Il Dottore Gentile è una scultura realizzata dall’artista di origine danese Christian Petersen (1885 – 1961). Fu il primo docente artista residente in un College degli Stati Uniti. Nel 1938 realizzò la statua e il murale, presentati nell’immagine di oggi, e posti all’ingresso della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università dell’Iowa. Il murale raffigura l’attività del veterinario su tre diversi animali, bovino suino e cavallo, mentre la statua, collocata di fronte al murale, è un omaggio alla professionalità veterinaria colta nel suo versante sentimentale di affezione quasi francescana verso gli animali (Brunori e Cianti, 2020).

https://cdm16001.contentdm.oclc.org/digital/collection/p15031coll12/id/419/rec/8


I richiami alla professione veterinaria ed alle attività ad essa ancillari non mancano nemmeno nell’arte popolare, come nel caso dei numerosissimi ex voto che adornano i molti santuari presenti in Italia. L’immagine di questa settimana è un ex voto presente nel santuario della Madonna delle Grazie di Montenero (Livorno) che illustra un “incidente sul lavoro” occorso ad un palafreniere (termine oramai desueto), mentre coadiuvava un maniscalco durante la ferratura.

Ex Voto presente nel Santuario Madonna delle Grazie di Montenero (LI)

Indipendentemente dal soggetto ritratto, fino all’avvento della fotografia a colori la pittura ha rappresentato l’unica via attraverso la quale tramandare ai posteri i colori delle immagini. Molti sono gli artisti che si sono cimentati nel ritrarre gli animali dando origine anche ad una corrente detta degli animalier. Altre volte venivano ritratti uomini o donne intenti al governo degli animali o durante alcune pratiche dell’allevamento. Anche grandi artisti come Van Gogh non si sono sottratti a queste tematiche. In questo dipinto del 1889 è raffigurata una donna durante la tosa di una pecora.

Van Gogh, Vincent (1853-1890)
La tosatrice di pecore (da Millet)
Van Gogh Museum, Amsterdam, Nederland

Johan Michael Neder,
La lezione del Prof. Anton Hayne,
Veterinärmedizinische Universität, Vienna, 1834

Questa tela raffigura la lezione di un celebre professore viennese, Anton Hayne (1786-1853), che dal 1822 al 1852 fu docente presso l’Istituto di Medicina veterinaria di Vienna e direttore della Clinica medica. E’ qui raffigurato mentre elenca contandoli sulle dita i sintomi dell’emaciato cavallo, mentre i suoi allievi ascoltano attenti. Furono proprio loro, che si diplomarono nel 1834, a commissionare questo dipinto che li raffigurasse tutti insieme come dono ricordo per il professore. La Scuola viennese fu la terza, dopo quella di Lione e di Alfort, ad essere fondata nel 1765 per volontà dell’Imperatrice Maria Teresa, da Ludovico Scotti anch’egli allievo del Bourgelat .


Bénédiction des Chevaux

Nella tradizione cattolica Sant’Antonio, festeggiato il 17 gennaio, è sempre stato considerato il patrono degli animali. Un tempo, nelle scuderie e nelle stalle non mancava mai l’immagine del Santo e molto spesso più che alla “fede nella ragione” si ricorreva, con l’intercessione dello stesso, alla fede nella Provvidenza affinché gli animali fossero mantenuti in buona salute. Questa litografia, a colori, rappresenta la scena della benedizione dei cavalli davanti alla chiesa di Sant’Antonio in Roma.


Norman Percevel Rockwell (1894-1978) , La visita del veterinario,
USA, Collezione privata, 1961

Nell’ultimo quarto di secolo si è assistito ad un vero e proprio “boom” del numero di cani (+ 950.000) e gatti (+ 600.000), ma non solo, che sono entrati stabilmente a far parte di molte famiglie italiane. Il cambiamento dell’atteggiamento, le cui ragioni sono molteplici, nei confronti degli animali da affezione ha permesso la crescita di un nuovo settore economico, nell’ambito del quale la professione veterinaria svolge un ruolo importante soprattutto come prestazione clinica tradizionale, ma anche in altri ambiti in precedenza poco praticati quali quelli della veterinaria pubblica, dell’alimentazione e della farmacologia. Seppur la clinica degli animali da affezione abbia sempre rivestito notevole importanza per il medico veterinario, la dimensione attuale di questo fenomeno ha pochi riscontri storici. Tra le motivazioni della detenzione di animali famigliari generalmente è sempre prevalso il fattore utilitaristico, pur essendo presente anche quello affettivo. Di fatto questo settore ha fatto registrare un incessante progresso e ha superato indenne  le crisi politiche ed economiche che si sono succedute ed hanno penalizzato altri comparti, incluso quello degli animali da reddito.


Edmond Jean-Baptiste Tschaggeny (1818-1873). L’empirico.
Windsor Castle, The Royal Collection, 1845

A lungo nel tempo i medici veterinari, in particolare nelle campagne, dovettero confrontarsi con l’abusivismo nell’esercizio della professione. Molti gli empirici che si cimentavano e tentavano in ogni modo di gettare discredito sui veterinari. La professione non era certamente facile: modesta efficacia dei rimedi, presenza ricorrente delle malattie infettive, concorrenza degli empirici che riscuotevano, nonostante tutto, maggior fiducia tra gli agricoltori il cui stato di arretratezza culturale determinava una resistenza mentale a tutto ciò che usciva dagli schemi abituali. Solo dopo l’Unità d’Italia e l’adozione di un corpo di leggi “sanitarie” l’esercizio della professione è riservato ai soli medici veterinari “patentati” in una delle scuole del regno. Tuttavia fin verso la fine del XIX secolo le riviste di settore riportano numerose sentenze di condanna nei confronti di empirici esercenti la professione abusivamente.


Gustav Adolf Clemens (1870-19189 “Operazione nella Clinica Chirurgica”
Copenhagen, Royal Veterinary and Agricultural University, 1898-1900

Il dipinto mostra in dettaglio il professor AW Mørkeberg, sotto lo sguardo attendo del prof. Sand, in abito scuro, impegnato in un intervento chirurgico su un cavallo. Il quadro con evidente realismo mette in risalto i dettagli dello stordimento e le modalità di contenimento tipiche dell’inizio del ‘900. Sullo sfondo, a destra, si osservano alcuni studenti intenti a “bollire” gli strumenti.


Nell’ epoca delle Scuole di Veterinaria quella di Vienna, (Veterinärmedizinische Universität) è stata la terza ad essere istituita nel 1765. Successivamente, nel 1777 l’Imperatore Giuseppe II “allo scopo di formare degli abili Medici atti a curare le Bestie in genere” fondò la Scuola di Veterinaria Militare e Spedale delle Bestie di Vienna. Il dipinto del 1783, di un anonimo pittore, che oggi proponiamo raffigura lo “spaziosissimo prato che alla buona stagione è uso al pascolo ai cavalli altresì alla ricreazione degli alunni” in cui si riconoscono gli studenti, trenta per corso, vestiti con “un’uniforme di panno grigio con paramani turchino” che assistono alle apprezzate lezioni del Prof. Giovanni Amedeo Wolstein, famoso direttore della scuola.

Lezione del prof. Wolstein, 1783, Veterinärmedizinische Universität

Carlo Pittara, Torino 1836 – 1890 Rivara (TO), è stato uno dei principali esponenti della pittura piemontese della seconda metà dell’Ottocento. Tra i fondatori della scuola di Rivara, ha dedicato molte delle sue opere alla rappresentazione degli animali tanto da essere considerato uno dei principali rappresentanti della corrente degli “animalier”.


Le prime testimonianze artistiche sulla professione veterinaria risalgono all’Antico Egitto. Nell’immagine sottostante è raffigurata la scena di un intervento di assistenza al parto.

In tema di Antico Egitto e Medicina veterinaria riproponiamo la sintesi dell’interessantissimo intervento, tenuto a Roma, dal dott. M. Zulian in occasione del 60° Anniversario dell’istituzione dell’ENPAV https://archeologiavocidalpassato.com/tag/mastaba-di-ptah-hotep-e-ankh-hotep-a-sakkara/

Parigi, Musée du Louvre, dalla tomba di Metchetchi a Saqqara (Antico Regno, VI dinastia, 2700-2195 a.C.)

Cyprien Le Vavasseur (1866-1924) La Place du Promenoir et le marchè aux cochons AVRANCHES (F) – Collezione privata

Un tempo la contrattazione degli animali vivi avveniva nella pubblica piazza. Oggi ciò non è più possibile se non in appositi spazi mercatali e limitatamente ad alcune specie di interesse zootecnico dove il medico veterinario esercita il dovuto controllo igienico-sanitario sugli animali e sulle loro condizioni di benessere



“La visite du vétérinaire” opera di Sylvain Grateyrolle (1845-1932), musée de la
Sénatorerie, Guéret (F)

Oggi è la volta de “I maniscalchi” , olio su tavola del 1937, del pittore toscano Silvio Bicchi (1874-1948) allievo di Giovanni Fattori.

https://www.pinterest.it/pin/326229566760818021/
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