“Salviamo i nostri cani”

Così, nel febbraio del 1933, The Field, uno dei principali giornali inglesi di sport e vita in campagna, titolava un supplemento speciale di dodici pagine dedicato alla sconfitta del cimurro del cane. La campagna contro questa malattia virale del cane, ma anche dei canidi selvatici, lupo e volpe, e molti altri carnivori come il furetto, la mangusta e il procione, era partita una decina di anni prima, nel 1922, quando Sir Theodore Cook, editore di The Field, insieme ad un gruppo di ricchi proprietari terrieri aveva avviato una sottoscrizione per raccogliere fondi da destinare alla ricerca contro questa malattia che mieteva moltissime vittime tra i cani domestici in tutta Europa.

Per la verità, i finanziatori del fondo non erano mossi esclusivamente dall’affetto nei confronti dei loro animali, ma anche dal fatto che la caccia alla volpe, status symbol della nobiltà inglese, correva il rischio di essere compromessa. Come tutte le epizoozie la periodicità era frequente e gli animali selvatici, allora come oggi, costituivano un reservoir impossibile da controllare.

Il cimurro è provocato da un Morbillivirus molto simile dal punto di vista antigenico a quello della peste bovina (dal giugno 2011 è la seconda malattia – la prima fu il vaiolo nel 1980 – ad essere eradicata a livello mondiale) e del morbillo dell’uomo.

Riguardo al cimurro, una grave moria di cani fu descritta in Boemia nel 1028, in pieno Medioevo. Una successiva descrizione di una epizoozia che potrebbe essere stata cimurro si ebbe nel 1580. Altre morie di cani con sintomi simili al cimurro furono osservate in Francia (1740) e Germania (1750). Fu però nel decennio successivo che, in tutta Europa, esplosero numerosi focolai. In particolare a Madrid fu segnalato, nel 1763, un focolaio gravissimo in cui si registrò la morte di oltre 900 cani in un giorno. Nel 1764 fece la sua comparsa anche in Italia. Il virus sembrerebbe essersi diffuso proprio a partire dalla Spagna, dove sarebbe giunto con un gruppo di cani provenienti dal Perù. In breve tempo la malattia divenne endemica approdando sia in Inghilterra ed in Irlanda. Nel 1767 fu rilevata anche nello stato della Louisiana, ma non si poté stabilire se proveniente dal Sud America o dall’Europa. L’agente causale, un virus ultrafiltrabile come venivano chiamati allora, fu identificato solo nel 1905 dal francese Henri Carré, nel Laboratorio di ricerca sulle malattie infettive degli animali che da poco aveva cominciato a funzionare a Maisons Alfort. Tuttavia, per la disponibilità di un vaccino efficace fu necessario attendere fino agli Anni 30. Grazie ai fondi raccolti dal The Field Distemper Fund, nel 1933, la Burroughs Wellcome Company arrivo a produrre e commercializzare il vaccino. Da allora la malattia, se pur endemica, si manifesta sporadicamente.

Heywood Hardy, A Summer’s Day in Cleveland (1889).
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:A_Summer%27s_Day_in_Cleveland.jpg

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