In ricordo del Ten. Gen. Domenico Nesci

Il 21 luglio 2024 si è spento a Roma, dopo brevissima ma inesorabile malattia, il Gen. vet. Domenico Nesci, ultimo ad aver ricoperto, nell’interezza del mandato, la carica di Comandante del Corpo Veterinario dell’Esercito. Nato a Sorianello (VV) il 1 gennaio del 1933, si laurea a Messina e dall’ottobre 1958 al febbraio 1959 frequenta il XXI corso AUC veterinari presso la Scuola di Pinerolo. Dal 3 settembre al 30 novembre 1962 frequenta il Corso Applicativo per Tenenti veterinari in servizio permanente effettivo. Dopo un periodo di impiego come Dirigente del Servizio Veterinario in un reggimento alpino in Friuli, rientra a Pinerolo nel settembre 1965, come insegnante di ispezione degli alimenti di origine animale. Nel 1975 è anche Capo Ufficio Addestramento e Studi della Scuola. Dopo una parentesi di due anni a Napoli come Direttore di Veterinaria della Regione Militare Meridionale, rientra a Pinerolo nell’ottobre 1979 come Vice Comandante della Scuola e Direttore degli Studi del NEASMI. Nell’ottobre 1986 ne diviene il Comandante. Nell’aprile 1989 è a Roma, Capo dell’Ufficio del Capo del Corpo Veterinario. Dal 1 gennaio 1990 al 1 gennaio 1996 è Comandante del Corpo Veterinario dell’Esercito. Sono anni impegnativi, in cui si delinea la profonda riforma della Forza Armata a seguito della fine della Guerra Fredda. Il Generale Nesci è persona preparata, tenace, metodica, di assoluta onestà intellettuale e morale. È perfettamente cosciente che anche il Corpo Veterinario dovrà fare la sua parte in questa fase di transizione che culminerà nel 1998. Due scelte tra quelle da lui operate, secondo me, si sono rivelate strategiche: il superamento dell’anacronistico privilegio riservato alla componente zooiatrica rispetto a quella ispettiva degli alimenti di origine animale, e l’aver scelto di gestire l’inevitabile, anche se doloroso, sacrificio della componente scolastica pilotandola nell’interesse del Corpo. Per quanto attiene al primo aspetto ottenne, fin dal suo insediamento, una disposizione dello Stato Maggiore volta ad imporre la presenza di un Ufficiale veterinario nella commissione di collaudo di forniture di alimenti di origine animale anche negli approvvigionamenti locali. Si adoperò in conseguenza per favorire la specializzazione in Ispezione degli alimenti per gli Ufficiali in servizio e dettò alla Scuola di Pinerolo nuove e più stringenti direttive sulla formazione specifica delle nuove leve. Per quanto riguarda la chiusura della Scuola, argomento per lui particolarmente doloroso avendo speso la gran parte della sua vita professionale a Pinerolo, in accordo con l’Ispettorato Logistico dell’Esercito scelse di trasferire a Grosseto tutte le attività didattiche non destinate ad una chiusura immediata ed ancora di interesse per la Forza Armata. Fu quindi progettata ed avviata, seppure con le difficoltà connesse con le limitate risorse finanziarie (“a costo zero”), la fusione della Scuola di Pinerolo con il Centro Militare di Allevamento e Rifornimento Quadrupedi di Grosseto dando vita al Centro Militare Veterinario a duplice funzione: scolastica e logistica. La soluzione si rivelò, in seguito, strategica. Quando nel 1998 anche l’addestramento degli AUC veterinari fu trasferita a Roma Cecchignola nella neonata Scuola di Sanità e Veterinaria, le attività di formazione professionale dei Sottufficiali e dei militari di truppa del Servizio rimasero saldamente ancorate al Centro di Grosseto, che, col tempo vedrà anche riconosciute autonome forme di aggiornamento professionale a favore degli Ufficiali veterinari. Questa autonomia garantirà, e garantisce tuttora, al Servizio Veterinario dell’Esercito di avere una voce propositiva autonoma in seno alla Forza Armata. La visione “umano-centrica dell’accorpamento sanità (medici, veterinari, farmacisti, infermieri, psicologi) non è mai stato “one health”, tranne quando riusciamo a dimostrarlo sul campo. E la realtà “Centro Militare Veterinario” ne è una dimostrazione in campo …

Grazie Generale Nesci! Cieli Blu!

Brig. Gen. (in quiescenza) G.B. Graglia

Pinerolo, settembre 1995: cerimonia di cambio Comandante alla Scuola veterinaria

In Memoria

Nei giorni scorsi, a soli sessant’anni, si è spento il nostro socio Angelo Rinaldi. Stimato libero professionista nella Città di Pavia, alla sua professionalità aveva affiancato anche l’impegno politico che lo aveva, nel 2019, portato a sedere nel Consiglio Comunale della sua città natale: Pavia. Ai famigliari ed ai Colleghi pavesi va il profondo cordoglio dell’A.I.S.Me.Ve.M.

https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2024/06/rinaldi-angelo.pdf

A.I.S.Me.Ve.M. al 77° Convegno Nazionale della Federazione S.I.S.Vet.

La nostra Associazione ha partecipato attivamente ai lavori del 77° Convegno nazionale con due interventi di apertura. Il primo, tenuto da Ivo Zoccarato, al Workshop The meat supply chain beetween history, tradition and innovation avente per oggetto lo sviluppo dell’Industria del Freddo ed il suo ruolo nel commercio delle carni tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 ed il secondo, tenuto da Pier Paolo Mussa, al Simposio Federale The role of veterinary profession in pet food market: opportunities and challenges incentrato sullo sviluppo scientifico, tecnologico e professionale del pet food in Italia.

Inoltre i soci A.I.S.Me.Ve.M. hanno ideato e realizzato una mostra fotografica sulla storia dell’impiego degli animali da lavoro sia in ambito civile sia militare. I poster con le immagini sono liberamente scaricabili al link: https://storiamedicinaveterinaria.com/storia-degli-animali-da-lavoro-attraverso-le-immagini/

Infine è stato presentato un poster dal titolo  Dai cani sanitari ai cani da salvataggio: storia di una collaborazione insostituibile. Il poster è stato premiato. Nell’immagine sottostante il vicepresidente S.I.S.Vet. prof. Paolo De Girolamo e la responsabile scientifica prof.ssa Alessia Di Giancamillo consegnano al presidente Mario. P. Marchisio l’attestato della premiazione.

Premio “Prof.ssa Alba Veggetti”

La dott.ssa Lisa Coghetto è la vincitrice della seconda edizione del premio di studio intitolato alla memoria della Prof.ssa Alba Veggetti. La consegna del premio è avvenuta nel corso della cerimonia inaugurale del 77° Convegno Nazionale della Federazione S.I.S.Vet. che si è tenuto dal 12 al 14 giugno a Parma. La dott.ssa Coghetto, recentemente laureatasi a Bologna, ha partecipato presentando il lavoro di tesi dal titolo Il Laboratorio militare per la produzione del siero antitetanico: un connubio vincente tra l’Università di Bologna e l’Esercito tra fine ‘800 e inizi ‘900.

Per il secondo anno il corso di Storia della medicina veterinaria

Anche per il 2024 il Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie dell’Università di Bologna ha attivato il corso complementare di Storia della Medicina Veterinaria. L’impegno profuso dai soci bolognesi si è concretizzato anche con la rinnovata partecipazione di altri soci “fuori sede” che hanno pienamente contribuito ad avvicinare i futuri colleghi alla Storia della professione. Di seguito le immagini di alcuni momenti delle lezioni.

III Convegno Nazionale

Il terzo Convegno A.I.S.Me.Ve.M. si terrà presso la prestigiosa sede dell’Archiginnasio di Bologna dal 17 al 19 ottobre prossimi. Di seguito il materiale informativo

Conferenza a Decimoputzu

Mercoledì 20 marzo alle ore 17,30, presso il Centro Socio Culturale di Decimoputzu (SU), il nostro socio dr. Pierluigi Piras presenterà la seconda parte della conferenza dedicata alla storia di Decimoputzu.

Titolo della relazione, svolta insieme a Stefano Becciu, è Storia di Decimoputzu attraverso i documenti d’archivio. Il Seicento. Dal lavoro alla festa con i buoi aggiogati. La prima parte della conferenza si era svolta il 31 gennaio scorso.

46° WAHVM Congress

Il 46° Congresso della World Association of History of Veterinary Medicine si terrà a Leòn dal 18 al 22 settembre 2024. Maggiori informazioni sono reperibili al link

https://www.historiaveterinaria.org/congresos/t-f/

Scadenza per la presentazione delle comunicazioni e/o poster 31 maggio 2024

Bando premio “Early Career Scholar”, sono ammessi anche lavori in italiano

Il Maresciallo Maggiore Vincenzo Blasio insignito del Premio “Pinarolium” 2023

Oggi, sabato 3 febbraio 2024, nella Sala di rappresentanza del comune di Pinerolo, il presidente della Pro Loco Andrea Roggia, ha consegnato il prestigioso “Premio Pinarolium”. Per il 2022 il premiato è il vescovo emerito di Pinerolo mons. Pier Giorgio Debernardi, mentre per l’edizione 2023 l’ambìto riconoscimento è stato consegnato al Maresciallo maggiore aiutante Vincenzo Blasio.

Classe 1942, Vincenzo Blasio, memoria storica della Scuola di Mascalcia dell’Esercito Italiano, è tra i Soci fondatori della nostra Associazione. Indiscussa autorità, a livello nazionale ed internazionale, nell’arte della mascalcia, ha preso parte al corso allievi aiuto specializzati maniscalchi presso la Scuola Veterinaria del Servizio Militare di Pinerolo tra il maggio ed il luglio 1960 e destinato al Btg. Alpini “Saluzzo” a Borgo San Dalmazzo (Cuneo). Rientrato a Pinerolo, in qualità di aiuto istruttore, nel 1965 ricoprì tale ruolo fino al 1974. Dall’anno successivo assunse l’incarico di Maresciallo maniscalco istruttore capo, ruolo che ha mantenuto ininterrottamente fino a quando, nel 1996, la Scuola del Servizio Veterinario ha lasciato Pinerolo ed è stata trasferita a Grosseto.

Questo lungo ed ininterrotto servizio presso la Scuola Veterinaria Militare, l’indiscussa professionalità unita all’impegno profuso a favore della tradizione del metodo italiano nell’arte del ferrare ha contribuito a mantenere alto il prestigio del nome della Città di Pinerolo, culla della Cavalleria e della Veterinaria militare, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Tutto ciò è valso al Cav. Vincenzo Blasio, maresciallo maggiore maniscalco capo istruttore della Scuola Veterinaria Militare di Pinerolo il premio “Pinarolium” per l’anno 2023.

Il Maresciallo Vincenzo Blasio, alla presenza del Sindaco dr. Luca Salvai, riceve il premio dalle mani del presidente della Pro Loco Andrea Roggia (foto M. Marino)
Il Maresciallo Vincenzo Blasio ed il Vescovo di Pinerolo Derio Olivero che ha ritirato il premio per il Vescovo Emerito Pier Giorgio Debernardi (foto G. Venco)