Il dipinto mostra in dettaglio il professor AW Mørkeberg, sotto lo sguardo attendo del prof. Sand, in abito scuro, impegnato in un intervento chirurgico su un cavallo. Il quadro con evidente realismo mette in risalto i dettagli dello stordimento e le modalità di contenimento tipiche dell’inizio del ‘900. Sullo sfondo, a destra, si osservano alcuni studenti intenti a “bollire” gli strumenti.
Gustav Adolf Clemens (1870-19189 “Operazione nella Clinica Chirurgica” Copenhagen, Royal Veterinary and Agricultural University, 1898-1900
Nell’ epoca delle Scuole di Veterinaria quella di Vienna, (Veterinärmedizinische Universität) è stata la terza ad essere istituita nel 1765. Successivamente, nel 1777 l’Imperatore Giuseppe II “allo scopo di formare degli abili Medici atti a curare le Bestie in genere” fondò la Scuola di Veterinaria Militare e Spedale delle Bestie di Vienna. Il dipinto del 1783, di un anonimo pittore, che oggi proponiamo raffigura lo “spaziosissimo prato che alla buona stagione è uso al pascolo ai cavalli altresì alla ricreazione degli alunni” in cui si riconoscono gli studenti, trenta per corso, vestiti con “un’uniforme di panno grigio con paramani turchino” che assistono alle apprezzate lezioni del Prof. Giovanni Amedeo Wolstein, famoso direttore della scuola.
Lezione del prof. Wolstein, 1783, Veterinärmedizinische Universität
Le prime testimonianze artistiche sulla professione veterinaria risalgono all’Antico Egitto. Nell’immagine sottostante è raffigurata la scena di un intervento di assistenza al parto. In tema di Antico Egitto e Medicina veterinaria riproponiamo la sintesi dell’interessantissimo intervento, tenuto a Roma, dal dott. M. Zulian in occasione del 60° Anniversario dell’istituzione dell’ENPAV.
Un tempo la contrattazione degli animali vivi avveniva nella pubblica piazza. Oggi ciò non è più possibile se non in appositi spazi mercatali e limitatamente ad alcune specie di interesse zootecnico dove il medico veterinario esercita il dovuto controllo igienico-sanitario sugli animali e sulle loro condizioni di benessere.
Cyprien Le Vavasseur (1866-1924) La Place du Promenoir et le marchè aux cochons AVRANCHES (F) – Collezione privataAll-focus
Il dipinto immortala l’immagine della visita della bovina da parte del Veterinario. La scena, ottocentesca, ma ripetibile anche per tutta la prima parte del 20 secolo, racchiude in se tutta l’ansia della famiglia per il timore di perdere l’animale. Era l’epoca delle grandi malattie infettive ed il medico veterinario, da notare con la bombetta, disponeva di pochi rimedi terapeutici per le cure. Il gesto del toccare l’orecchio dell’animale per ricavarne un’indicazione sullo stato generale, ed in particolare della temperatura, dell’animale era ed è un passaggio comune della buiatria (la clinica dei bovini).
“La visite du vétérinaire” opera di Sylvain Grateyrolle (1845-1932), musée de la Sénatorerie, Guéret (F)
E’ il titolo di un dipinto del pittore toscano Silvio Bicchi (1874-1948), allievo di Giovanni Fattori. “I maniscalchi” , olio su tavola del 1937, è stato dipinto in un epoca nella quale l’arte della mascalcia era un supporto irrinunciabile alla medicina veterinaria. L’unghia del “piede” del cavallo, soprattutto quando questo era sottoposto ad un lavoro intenso, richiedeva frequenti ferrature al fine di preservare l’integrità dello zoccolo e nello stesso tempo per correggere eventuali difetti del piede del cavallo. Nell’arte pittorica sono numerosi i dipinti che ritraggono il maniscalco nell’atto della ferratura o della forgiatura del ferro stesso.
L’11 novembre il Centro Militare Veterinario di Grosseto compie 150 anni! Pochi anni dopo l’unità d’Italia, nel 1865, in quella che era una tenuta granducale dei Lorena, viene costituito, sperimentalmente, un deposito di allevamento e rifornimento cavalli per il neonato Esercito Italiano. L’esperimento ebbe successo e l’11 novembre 1870, un Regio Decreto sancisce la nascita del Deposito Allevamento Cavalli di Grosseto. Nel 1924 assume anche il compito di rifornire i muli destinati principalmente ai Reparti Alpini e muta la denominazione in Deposito Allevamento Quadrupedi. Nel 1972 eredita dalla sezione di Posto Raccolta Quadrupedi di Persano, l’allevamento della prestigiosa “Razza Governativa di Persano” di cui è tuttora titolare. Nel 1979 assume la denominazione di Centro Militare di Allevamento e Rifornimento Quadrupedi.
Il 1° settembre 1996, con la Scuola del Corpo Veterinario Militare di Pinerolo, concorre a dar vita all’attuale Centro Militare Veterinario, affiancando ai compiti tradizionali anche le competenze formative ed addestrative sul personale del Servizio Veterinario e, tramite la Scuola di Mascalcia, trasferita dalla storica sede di Pinerolo, continua anche l’effettuazione di corsi di base, di aggiornamento e di riqualificazione per maniscalchi civili e militari.
Dal 2002 inizia l’addestramento delle Unità Cinofile dell’Esercito Italiano destinate all’impiego in Teatro Operativo per la ricerca di ordigni esplosivi.
Il Centro si estende su un’area di 560 ettari, tra Grosseto e Castiglione della Pescaia. Originariamente l’allevamento occupava ben 5.000 ettari, costituendo una delle principali “industrie” della città di Grosseto. La riforma agraria del 1953 ne ha definito gli attuali confini.
Celebrazione del trentennale dal 1° Congresso di Storia della Medicina Veterinaria e presentazione degli Atti del 1° Congresso di Storia della Medicina Veterinaria e della Mascalcia
Sabato 3 ottobre 2020 dalle 10:00 alle 13:30 presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Via Tolara di Sopra, 50, Ozzano dell’Emilia (BO) i soci dell’Associazione Italiana della Storia della Medicina Veterinaria e della Mascalcia si incontrano in occasione del trentennale dal primo congresso di Storia della Medicina Veterinaria, avvenuto nell’ambito delle attività del CISO (Centro Italiano di Storia Sanitaria e Ospedaliera) e per la presentazione degli Atti del I congresso della neoformata AISMEVEM tenutosi, lo scorso ottobre, a Torino nell’ambito delle celebrazioni del 250esimo anniversario dalla Fondazione della Scuola di Veterinaria di Torino.
Durante l’evento è prevista la visita alle due collezioni museali, di Anatomia degli Animali Domestici e di Anatomia Patologica e Teratologia, e quella al Fondo Librario Antico della Biblioteca Ercolani, in cui verranno esposti alcuni tra i più preziosi volumi ivi conservati.
Organizzato dall’Ordine dei Medici Veterinari di Oristano, il 20 febbraio 2020, presso la Sala Consiliare – Palazzo degli Scolopi della Città, si è svolto l’incontro: Medicina Veterinaria nella Prima Guerra Mondiale e il ruolo e il contributo della Sardegna. In concomitanza è stata allestita la mostra itinerante La Medicina Veterinaria nella I Guerra Mondiale e sono stati esposti alcuni volumi antichi. Al termine dell’incontro, moderato dal prof. Walter Pinna del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari, è stata donata copia del volume “The Military Veterinary Services of the Fighting Nations in WWI” all’Archivio Storico della Città di Oristano.
L’8 febbraio 2020, grazie all’ospitalità e alla perfetta organizzazione del socio Gianni Mancuso, un gruppo di soci A.I.S.Me.Ve.M. ha visitato la mostra sull’impresa dannunziana a Fiume allestita presso il “Museo Storico Aldo Rossini” a Novara. Nell’occasione è stata donata al Museo copia del volume di Vittorio Del Giudice e Alberto Silvestri “Il Corpo Veterinario Militare” e copia degli Atti del Convegno internazionale “The Military Veterinary Services of the Fighting Nations in WWI”.