Un aggiornamento biografico

Troppo presto la scheda di Angelo Rinaldi, nostro socio e stimato libero professionista nella Città di Pavia, è andata ad aggiungersi al Dizionario Biografico online. Alla sua professionalità aveva affiancato anche l’impegno politico che lo aveva, nel 2019, portato a sedere nel Consiglio Comunale della sua città natale: Pavia. Con questo gesto desideriamo rendere omaggio al Collega che troppo presto ci ha lasciato.


Grazie alla collaborazione del dott. Antonio Arrigo, è stata pubblicata la scheda biografica del prof. Dionigi Mura. Il prof. Mura, laureato in medicina veterinaria e medicina e chirurgia, è stato per molti anni direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna e professore di Microbiologia e Immunologia presso la Facoltà di Medicina veterinaria di Sassari. La sua scheda biografica è disponibile al link: https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2024/04/mura-dionigi.pdf

Grazie al dott. Arrigo è disponibile anche un ritratto della personalità del prof. Mura al link: https://storiamedicinaveterinaria.com/2024/04/05/un-ricordo-del-prof-dionigi-mura/


Tra i medici veterinari appassionati cultori della Storia della professione Raffaele Roncalli Amici è stato una figura di spicco a livello internazionale. Originario di Fabriano, alla fine degli Anni ’50 si trasferì negli USA dove conseguì il Master in Scienze. Il suo percorso professionale lo portò a ricoprire importanti ruoli tecnici nell’industria farmaceutica statunitense e a soggiornare in varie parti del mondo, tuttavia rimase sempre affezionato all’Italia ed ogni qualvolta gli era possibile non mancava di prendere parte ad incontri e convegni aventi per tema la Storia della Medicina Veterinaria e non solo. La sua scheda biografica al link: https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2024/03/roncalli-amici-raffaele.pdf


Luigino Bellani è stato per oltre vent’anni (1967-1991) Direttore Generale dei Servizi Veterinari del Ministero della Sanità. A pieno titolo può essere considerato uno dei padri della moderna Sanità pubblica veterinaria. Anche a lui si deve l’inserimento della Medicina Veterinaria Pubblica nel Servizio Sanitario Nazionale. La sua scheda biografica al link: https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2024/03/bellani_luigino.pdf


Il dizionario biografico online si arricchisce di un nuovo contributo. La scheda di Pietro Luatti, uno dei fondatori del Comitato Veterinario Umbro-Senese-Aretino, che in seguito diventerà Società Veterinaria Umbro-Senese-Aretina, è merito del dott. Lorenzo Luatti. Tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 lo zooiatra Pietro Luatti fu una figura di spicco della medicina veterinaria toscana: libero professionista a lungo si adoperò, non solo nella cura degli animali, ma anche e soprattutto a favore dell’organizzazione della “classe veterinaria” e nel contrasto all’abusivismo professionale da parte degli empirici. https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2023/09/luatti-pietro.pdf


Pubblicata la scheda biografica del prof. Domenico Vallada. Fu tra i più influenti docenti della seconda metà dell’Ottocento. Patologo e Zootecnico fu un precursore della moderna Ispezione degli alimenti di origine animale fu direttore della Scuola Veterinaria di Napoli ed in seguito di quella di Torino. https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2023/08/vallada-domenico-.pdf


Tra la fine dell’800 e la prima metà del ’900 anche il Regno d’Italia si dedicò, con alterne fortune, all’espansione coloniale nel continente africano. In tale contesto il Corpo Veterinario militare fu subito coinvolto e tra i vari compiti demandati agli ufficiali veterinari vi fu anche quello dell’assistenza ai reparti meharisti, truppe contraddistinte dall’impiego dei cammelli. Uno degli ufficiali più noti in questo ambito fu il Col. Ivo Droandi che nel corso degli anni ebbe modo di sviluppare una non comune conoscenza tecnico scientifica di questi animali. La scheda biografica del Col. Droandi, anche grazie all’aiuto dei nipoti Lorenza e Norberto, va ora ad arricchire il dizionario biografico on line. https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2023/07/droandi-ivo.pdf


Pioniere della cinematografia scientifica applicata alla biologia cellulare, Giovanni Godina è stato uno dei più importanti docenti di Anatomia veterinaria del ’900. Formatosi alla scuola del prof. Zimmerl ebbe modo di approfondire e sviluppare le sue competenze lavorando a stretto contatto con il gruppo del prof. Giuseppe Levi. La scheda biografica del prof. Godina, tracciata dal socio Giovanni Graglia, è disponibile al link seguente https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2023/07/godina-giovanni_ii.pdf


“Mi chiamo Tullio Scotti e sono diversamente giovane” così amava presentarsi Tullio Scotti che troppo presto entra a far parte del dizionario biografico online. Una breve ed intensa esistenza, la sua, spesa nella professione e per la professione. La sua scheda biografica, tracciata dal nostro socio Gianni Mancuso, è disponibile al link seguente https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2023/06/scotti-tullio.pdf


Un’altra scheda si aggiunge al dizionario biografico online: quella di Carlo Call.

Avventurosa figura di medico veterinario, a lungo direttore dell’Istituto siero vaccinogeno dell’Asmara. Prese parte alla IIGM, quale soldato delle Bande a cavallo dell’Amhara, guadagnandosi sul “campo” una medaglia al V.M. Il ricordo nella scheda biografica, tratteggiata dal socio Giovanni Graglia, al link seguente https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2023/05/call-carlo-1.pdf


Aldo Focacci, per lunghi anni responsabile dei servizi veterinari della Città di Grosseto e presidente dell’Ordine della provincia, è stato tra i primi Colleghi a ricevere il premio “Antonio Zanon” per l’impegno profuso a favore della conoscenza della Storia della Medicina Veterinaria. Il ricordo nella scheda biografica, tratteggiata dal socio Giovanni Graglia, al link seguente https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2023/07/focacci-aldo_ii.pdf


Grazie all’aiuto della nipote Paola Turvani è stato possibile compilare il profilo biografico del Generale Carlo Milanesi, che fu comandante direttore dei corsi della Scuola Veterinaria militare di Pinerolo negli anni tra il 1941 ed il 1943 prima del trasferimento della stessa a Somma Lombardo, provincia di Varese, dove rimase fino al termine della guerra. https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2023/04/milanesi-carlo.pdf

Dagli Stati Uniti il prof. Nicholas Holland ci ha inviato la biografia di Vincenzo Colucci. Zooiatra ed anatomo patologo, allievo dell’Ercolani, nella seconda metà dell’Ottocento insegnò nelle Università di Bologna, Parma e Pisa. https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2023/01/colucci-vincenzo.pdf

Pubblicata la biografia del dott. Vincenzo Luatti. Zooiatra ottocentesco contribuì fattivamente allo sviluppo della Medicina veterinaria e della Zootecnia in Val di Chiana. Fu uno dei maggiori conoscitori ed esperti della razza Chianina. https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2022/11/luatti-vincenzo.pdf

Un’altra scheda, quella del prof. Armando Gobetto, si aggiunge al repertorio delle biografie dei medici veterinari. Anatomico insigne, fu a lungo Preside della Facoltà di Medicina veterinaria di Pisa, prima, e Torino, poi. https://storiamedicinaveterinaria.com/wp-content/uploads/2022/11/gobetto-armando.pdf.



Il “Motore animato”

Il ruolo del cavallo, e degli equidi più in generale, nel contesto della rivoluzione agraria è stato evidente fin dal basso Medioevo. In quella fase storica, il cavallo non è più di esclusivo uso militare e dei signori, ma si affianca a quello dei bovini (buoi e vacche) come ausilio nello svolgimento dei lavori agricoli quali l’aratura, l’erpicatura ed in epoca più moderna – quando si sviluppò la meccanizzazione – lo sfalcio dell’erba e la mietitura. Infine, quando si superò la fase dell’agricoltura di sussistenza, il cavallo divenne il motore animato che consentì lo sviluppo delle città, e con esso delle industrie, assicurando l’approvvigionamento delle derrate alimentari e delle merci per buona parte del primo Novecento. Inoltre, nelle città fu indispensabile per i trasporti delle persone fino alla fine dell’Ottocento, momento in cui comparvero i primi tram elettrificati. L’Ottocento e la prima metà del Novecento rappresentarono la fase di massimo impiego del cavallo. Molte furono le razze selezionate e classificate che gli zootecnici, in funzione delle caratteristiche e attitudini, così suddividevano: tiro pesante lento o rapido, carrozziere, da corsa, militare e così via. Numerose erano le fiere ed i mercati dedicati al commercio dei cavalli. L’immagine che viene proposta oggi è un quadro di Rosa Bonheur (1822 – 1899), esponente dell’Impressionismo francese che in più occasioni ha dipinto scene del mondo agricolo. “La fiera dei cavalli” dipinto tra il 1852 ed il 1855 rappresenta il mercato di cavalli che si teneva a Parigi in Boulevard de l’Hôpital. Sono riprodotti esemplari di più razze tra cui spiccano, a destra, una coppia di grigi percheron e a sinistra un altrettanto possente ardennese.

Rosa Bonheur – La fiera dei cavalli
(https://www.metmuseum.org/it/art/collection/search/435702)

La visita del cavallo

L’immagine che viene presentata oggi è una litografia opera dell’artista francese Victor Adam (1801 – 1867). L’artista deve la sua fama, tra l’altro, alla realizzazione delle illustrazioni del volume Faits mémorables de l’histoire de France di Louis Michelant. Sue anche le oltre trecento illustrazioni dell’opera completa del Buffon nell’edizione del 1836. Nella sua carriera, Adam realizzò oltre quattromila litografie su temi storici, scene di costume, di caccia e di cavalli. L’immagine presentata qui mostra il veterinario intento ad auscultare un cavallo. L’artista non ha tralasciato di riprodurre alcuni interessanti particolari quali l’uso, da parte di un aiuto, di un torcinaso per tenere fermo l’animale e la presenza di un collare a stecche per impedire al cavallo di flettere il collo. Simpatica la presenza di un cappello a tuba appoggiato su un barile vicino al cavallo del veterinario: il cappello ha sempre rappresentato un segno distintivo del professionista. L’immagine è tratta da E. Leclainche, Histoire illustré de la Médecine Vétérinaire, Édition Albin Michel, Principauté de Monaco, 1955.

Victor Adam – Prés du vétérinaire

Il “pittore dei gatti” e l’affiche della Clinique Chéron

La prima volta che portiamo un cucciolo dal medico veterinario ci viene rilasciato un libretto sanitario che accompagnerà il nostro fedele amico per tutta la vita. Sul libretto vengono registrate le diverse vaccinazioni, lo stato di salute, le eventuali malattie e ogni altra informazione utile. Esistono svariati “modelli” di libretto, talvolta sponsorizzati anche da aziende del settore. A qualcuno sarà capitato di riceverne uno riproducente un manifesto pubblicitario di inizio Novecento: la Clinique Chéron di Parigi. L’affiche era stata commissionata dal titolare della clinica veterinaria, il dott. Chéron, all’artista Theophile Alexandre Steinlen (Losanna 1859 – Parigi 1923) nel 1905. In piena Belle Époque Steinlen fu uno dei più prolifici disegnatori ed incisori di manifesti pubblicitari. Tra i soggetti prediletti vi erano i gatti che gli valsero l’appellativo di “pittore dei gatti”. Steinlen è anche l’autore del famoso manifesto Tournée du Chat Noire. Ancora oggi molti dei suoi “gatti” sono riprodotti in vari oggetti d’arredamento.

T. A . Steinlen – Clinique Chéron (1905) Museo di Arti decorative Parigi

L’Esposizione internazionale d’avicoltura

Un articolo del Giornale della Reale Società ed Accademia di Veterinaria di Torino ci informa che tra il 4 ed il 7 giugno del 1892, a Torino nel Giardino della Cittadella, si tenne la seconda Esposizione internazionale d’avicoltura. La prima edizione si era svolta quattro anni prima a Roma. L’Esposizione era stata organizzata dalla Società Zootecnica Italiana presieduta dal marchese Carlo Compans di Brinchanteau. Contrariamente alle aspettative degli organizzatori non vi fu una grande partecipazione dall’estero. Furono comunque esposti 350 gruppi di animali tra cui spiccavano la razza padovana, nelle sue varietà giganti e polverara, la razza livornese che fu la sorgente della razza Leghorne, soggetti appartenenti a molte razze tra cui alcuni esemplari della Dorking, della Plymouth Rock, dell’Amburgo, della Bantam, della Houdan e della Cravecour. Relativamente a queste ultime due l’estensore dell’articolo, il prof. Antonio De Silvestri, si sofferma sulla descrizione delle loro creste, piccole e dalla conformazione particolare. Egli scrive che tali creste danno una certa eleganza a tali razze, ma credo debbansi preferire le grandi creste ed i lunghi bargigli dei nostri galli e delle nostre galline costituendo essi un cibo assai saporito, molto ricercato e caramente pagato. Creste e bargigli sono alla base della finanziera, piatto tipico della cucina povera piemontese. Nell’800 divenne un piatto molto ricercato ed elitario come si evince anche dall’articolo prof. De Silvestri.

Certamente il gallo e le galline rappresentate da Évariste Carpentier (1845 – 1922) nel dipinto presentato oggi avrebbero incontrato il favore del prof. De Silvestri.

Le nourrissage des poules

La cappella dei Magi

Il ciclo di affreschi “La cappella dei Magi” si trova a palazzo Medici Riccardi a Firenze. Si tratta di un’opera realizzata da Benozzo Gozzoli, allievo del Beato Angelico, a partire dal 1459. L’affresco rappresenta il viaggio dei Magi e molti dei personaggi raffigurati nel corteo appartengono alla nobiltà fiorentina o al seguito di Papa Pio II. Nella sua opera Benozzo Gozzoli ha riprodotto con grande precisone anche molti animali: dai cammelli che si osservano sulla destra della parete ovest ed alcuni animali esotici, agli armenti dei pastori, a numerosi cavalli e muli. Nella parete sud, in sella ad un grigio dextrarius è raffigurato il bizantino Giovanni VIII Paleologo. Il personaggio, riccamente vestito, è in sella ad un cavallo di grande mole, dalle forme ben evidenti e maestose. Tale conformazione richiama quella del Percheron che fu uno dei cavalli più diffusi in Europa. Secondo il Sanson si tratterebbe infatti di un cavallo le cui origini risalgono alla preistoria. Il cavallo della Perche partecipò alla battaglia di Poitiers (732) con i soldati di Carlo Martello; in epoca moderna fu razza rinomata per il tiro pesante sia rapido che lento.

Di Benozzo Gozzoli – Santi, Bruno (2000) [1983] Palazzo Medici Riccardi e la Cappella Benozzo Gozzoli, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2997403
Di Benozzo Gozzoli
particolare della parete sud – Giovanni VIII Paleologo
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2997247

Riceviamo dalla Colombia

Il prof. Luis Carlos Villamil Jiménez ci ha inviato un interessante articolo dalla Colombia. Il 28 ottobre del 1920 fu emanata la legge istitutiva della Escuela Nacional Veterinaria il cui obiettivo era quello di favorire la formazione veterinaria e rispondere alle necessità della produzione zootecnica e alla salute pubblica. Buona lettura

I busti dedicati a Giovanni Battista Ercolani

Giovan Battista Ercolani fu una delle figure di maggior spicco della Medicina veterinaria dell’800 e dell’Ateneo felsineo. Per commemorarne la memoria, il 4 novembre del 1891 nell’atrio della Regia Università di Bologna, a palazzo Poggi, al termine della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico alla presenza delle autorità Accademiche, Militari e Civili venne scoperto un busto in marmo di Carrara, opera dello scultore cav. Diego Sarti. L’epigrafe del ricordo marmoreo era stata dettata dal prof. Federzoni. Allo scoprimento dell’opera seguirono i discorsi del prof. Gerolamo Cocconi, direttore della Scuola, e del prof. Giovanni Generali.

foto Schiassi

In precedenza, alla morte dell’Ercolani nel 1883, il Sarti aveva realizzato una scultura per la monumentale tomba dell’Ercolani alla Certosa di Bologna. La scultura mostra un intenso connubio di naturalismo, caratterizzato dall’aspetto emaciato del volto, e afflato ideale, grazie alla rigorosa e disadorna impostazione del busto all’eroica (L. Brunori Cianti e L. Cianti, 2020).

Diego Sarti, Ritratto di G. B. Ercolani, 1883
Bologna, Cimitero Monumentale della Certosa
http://www.panopticondibologna.it
(foto di Giancarlo Nicolino)

Natale 2020

Numerosissimi sono gli artisti che hanno rappresentato la Natività di Gesù nella pittura. L’immagine scelta per ricordare il Natale è la Natività e l’annuncio ai pastori. L’affresco dipinto da Giotto tra il 1303 ed il 1305 si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Giotto è tra i pittori maggiormente studiati ed è considerato il maggior innovatore del suo tempo. Ci piace in questo contesto evidenziare le figure degli animali che Giotto rappresenta con molta cura in questa scena e che si ritrovano anche nella Natività da lui dipinta nella Basilica di San Francesco ad Assisi. In particolare, l’asinello dal mantello grigio sorcino con la caratteristica riga mulina e la croce scapolare ci consente un azzardo. Giotto, nato a Vicchio nel Mugello,  oltre ad essere un valente artista era anche un proprietario terriero ciò ci porta a pensare che gli animali presenti nel territorio non gli fossero sconosciuti. L’asinello riprodotto richiama esattamente le caratteristiche morfologiche dell’asino dell’Amiata, noto anche come Miccio amiatino. L’animale dipinto, con ogni probabilità, appartiene proprio a questa razza. In considerazione della riduzione del numero di capi oggi esistenti la razza è al centro di numerosi interventi di salvaguardia del germoplasma al fine di evitarne la scomparsa.

A tutti i migliori auguri per un Sereno Natale

Giotto, Natività e annuncio ai pastori (1303-1305)
Padova, Cappella degli Scrovegni)

La medicina veterinaria cinese

Oggi viene presentata l’immagine di una moderna riproduzione, a sbalzo su rame, di uno dei più noti dipinti cinesi: I cinque buoi. Il pannello è esposto in una delle sale del Dipartimento di Medicina veterinaria della Facoltà di Agraria dell’Università di Pechino (Agricultural Faculty of Beijing University BUA). Nella medesima sala è collocato anche il busto del prof. Xiong Dashi (1900-1987), parassitologo e docente universitario, che conseguì la laurea in Medicina veterinaria ed il dottorato presso il Veterinary College of Iowa State University negli Stati Uniti. Nel 1945, al termine della guerra con il Giappone, divenne direttore del Dipartimento di Medicina veterinaria. Dalla Fondazione della Repubblica popolare, nel 1949, insegnò presso la BUA per 37 anni, fino alla sua morte.

“I cinque buoi” fu dipinto da Han Fu (723-787), nato a Chang’an (l’attuale Xi’an, Shaanxi) durante la dinastia Tang (618-907 d.C.). Aristocratico e proprietario terriero oltre che di politica, fu infatti primo ministro sotto l’imperatore Dezong, si occupò di pittura anche di animali, in particolare di bovini. Inoltre, scrisse di bovini, ovini e asini. Gli animali, disposti da destra verso sinistra, sono rappresentati in posture e azioni diverse: nell’atto di brucare, con la testa protesa verso alto, di fronte a passo lento, nell’atto di guardare indietro e leccarsi, e l’ultimo con una stria rossa sulla testa, a rappresentare forse una ferita. Quest’ultimo particolare non è apprezzabile nel moderno sbalzo in rame. Nel dipinto originale, ad eccezione di un arbusto sul lato destro in corrispondenza del primo animale, non è riprodotto alcuno sfondo: in tal modo ogni animale risulta indipendente rispetto agli altri. Il dipinto, oggi conservato presso il Museo della Città imperiale di Pechino, durante la guerra dei Boxer, nel 1900, fu trafugato e recuperato solo all’inizio degli anni ’50 da un collezionista di Hong Kong.

La Medicina veterinaria cinese è molto antica e le prime fonti a farne riferimento risalgono alla dinastia Chou intorno al 650-620 a.C. momento nel quale compare l’aristocratico Sun Yang, grande esperto di cavalli. Sun è considerato il padre dell’agopuntura veterinaria. Sembra che i cinesi praticassero la castrazione di bovini e suini già durante il periodo della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.).

Riproduzione i rame de “I cinque buoi” (Dpt. di Medicina veterinaria BUA Pechino) foto I.Z.
“Five Oxen” (Photo/GMW.cn) conservato presso il Museo della Città imperiale (Pechino)
Busto del prof. Xiong Dashi (1900-1987) (Dpt. di Medicina veterinaria, BUA Pechino) foto I.Z.